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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: sab apr 18, 2009 8:00 pm 
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Finalmente ho letto il tuo post, massimo, e lo trovo come sempre molto interessante, anche se no so quanti siano riusciti ad apprezzarlo per quello che merita, vista la complessità della terminologia che hai citato e che solo un fisico, od un appassionato di fisica moderna, può comprendere sino in fondo.

In ogni caso per me è molto chiaro e, sebbene non sia molto d'accordo sulla prima parte del tuo studio (anche se mi piace molto la tua esposizione), quella che mette in correlazione la Coscienza con la Teoria della Grande Unificazione (GUT) che conosco piuttosto bene - ma solo perchè sono un "purista" della fisica e non riesco accettare le perturbazioni di questo tipo alla bellezza e perfezione di queste teorie, ma è un mio appunto personale...
Dicevo, sebbene quindi non sia d'accordo con quelle teorie, invece trovo molto "gratificante" la seconda parte, quella in cui affermi che non si può davvero parlare della nascita della materia senza parlare della nascita dello spazio e del tempo. :yes:
E' proprio così, una delle conseguenze nell'aver attribuito al tempo la variabilità analoga a tutte le altre grandezze della fisica!!

Ma soprattutto cito questo:

massimo ha scritto

Ecco un piccolo estratto da uno dei suoi libri intitolato: “Come costruire una macchina del tempo”
edizioni Mondadori, 2003, pp.153, 15 euro, che non potevo non riportare qui, in quanto ci da ulteriori conferme sulla correttezza delle ipotesi formulate su questi post specialmete da Algol.

A differenza delle macchine del tempo di romanzi e film, quella di Paul Davies non si sposta nel tempo, ma modifica la struttura dell'universo per costruire un percorso chiuso nello spazio. Crea un wormhole artificiale che consente al viaggiatore di andare nel passato e tornare indietro. E può essere realizzata con le tecnologie già oggi disponibili.

1° Il primo strumento necessario per realizzare un wormhole artificiale è un collisore, cioè un acceleratore di particelle "LHG" ( e come sappiamo dalle note scritte sulla Blastdoor nella stazione Cigno l'intera isola potrebbe essere stata trasformata dalla Dharma in un acceleratore di particelle).

2° Il passo successivo è trasformare i wormhole virtuali in reali, iniettando l'energia sufficiente per evitare che svaniscano di nuovo. È un fenomeno noto della fisica, per esempio si utilizza nella trasmissione di onde radio. Intorno a un elettrone girano fotoni virtuali, formando il campo elettrico. Se si accelera l'elettrone, facendolo passare in un filo, i fotoni virtuali acquistano energia e si trasformano in fotoni reali allontanandosi dal filo sotto forma di onde radio.

3° Per portare il wormhole dallo stato embrionale a dimensioni utili occorre utilizzare un dilatatore , che ne accresca le dimensioni e lo mantenga aperto per consentire al temponauta di passarvi senza problemi Per fare questo Paul Davies ipotizza di servirsi dell'antigravità, una forza repulsiva che può essere prodotta dal cosiddetto “ effetto Casimir ”. Due piastre conduttrici variano i campi elettromagnetici dello spazio, creando una forza repulsiva, l’antigravità appunto.

4° L'ultima fase consiste nel trasformare il wormhole, ormai portato alla taglia giusta, in una macchina del tempo. E cioè stabilire una differenza temporale permanente tra le sue estremità. Il compito è affidato al differenziatore e la tecnica suggerita è la dilatazione temporale che si osserva nell'effetto dei gemelli( quello che che viaggia alla velocità della luce e quello che invece sta fermo).


Hai riportato con straordinaria efficacia quello che già dalla quarta stagione ho ipotizzato accada sull'isola di LOST, le quattro fasi della produzione di un wormhole (mi rendo conto di aver già scritto quello che Paul Charles Davies ha elaborato nel suo libro... senza averlo mai letto :roll: , molto gratificante!)

in particolare, traducendo le 4 fasi alle esperienze dell'isola:

- Fase 1: Acceleratore di particelle per creare un Wormhole virtuale instabile. Effettivamente avevo riportato la strana analogia con l'esperimento del CERN LHC (Large Hadron Collider) e gli esperimenti della Dharma. In che modo LHC riesce ad accelerare particelle a velocità prossima a quella della luce per poi farle collidere? Utilizza supermagneti che "spingono" le particelle nel tubo portandole ad energie elevatissime. Ma il Cigno è stato costruito proprio su un'area dell'isola ad intensissimo magnetismo, talmente inteso da estrarre un otturazione metallica da un dente ed uccidere un operaio perforandogli il cervello...

- Fase 2 e Fase 3: Trasformazione di wormhole virtuali in reali e stabilizzazione dei wormhole
L'isola contiene una sacca di particelle "esotiche" dalle proprietà anti-gravitative, proprio in vicinanza della misteriosa RUOTA antica.
Penso che l'isola abbia proprietà tali da fornire energie sufficienti per ingrandire e rendere stabile un wormhole... altrimenti la ruota stessa non potrebbe funzionare... La Dharma ha cercato di sfruttare queste proprietà attraverso l'accelerazione delle particelle nella Stazione Cigno, la creazione di "fasci" di wormhole instabili e microscopici, da indirizzare verso la stazione Orchidea da far collidere con la sacca di particelle esotiche... Ed il gioco è fatto.

La quarta fase, la regolazione temporale, è sicuramente stata pensata in altre stazioni sull'isola...

Ma poi ci fu un incidente, a causa del quale la stazione Cigno avrebbe dovuto liberare ogni 108 minuti l'energia in eccesso... forse per evitare il collasso del wormhole causando la generazione un buco nero, con le conseguenze che possiamo ben immaginare... :shock:

Bello rivedere queste teorie sotto altri aspetti, bravo massimo!
:bye1:


[allineacentro]Ciao Danny
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: dom apr 19, 2009 3:59 pm 
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@ massimo.

A parte le intuizioni geniali di Bohm "La fisica dell'infinito", sono rimasta piacevolmente impressionata da "Molecole di Emozioni" di Candace Pert, la neuroscienziata che ha scoperto il "recettore degli oppiacei" nel cervello umano.
Il suo è un libro molto dettagliato sull'interazione tra la corpo, mente e spirito. Una storia di sinapsi, neurotrasmettitori, neuroni, peptidi e connections varie, che sposa alla fine la teoria orientale del "Tutto è uno" a cui è arrivato anche Bohm.

Ne riporto due passaggi molto interessanti che mi hanno colpito:

"Ho ipotizzato una forma di contatto peptico extracorporeo, un genere di risonanza emotiva che si verifica quando i recettori corporei vibrano all'unisono all'interno di sistemi apparentemente separati.
Una sorta di energia sottile, una quinta forza ancora misteriosa oltre alle quattro forze convenzionali note alla fisica, che può spiegare certe anomalie come alcune specifiche emozioni".

"Saltando la sinapsi fra le cellule cerebrali, i neurotrasmettitori si legano ai recettori di altre cellule cerebrali, o neuroni, sprigionando una carica elettrica che modifica l'orientamento dei percorsi neurali. L'effetto sull'organismo è quello di modificare l'attività fisica, compreso il comportamento e l'umore, la parola più vicina ad emozione che si senta pronunciare nel lessico delle scienze esatte".

Questa forma di energia propulsiva prodotta dal cervello, che il popolo di Agarthi chiamava energia vril potrebbe essere alla base delle ricerche della Dharma? :roll:


"E tutto insieme, tutte le voci
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita".
~ Hermann Hesse - Siddharta ~

Grazie LOST !
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: dom apr 19, 2009 6:25 pm 
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melusina ha scritto

"Saltando la sinapsi fra le cellule cerebrali, i neurotrasmettitori si legano ai recettori di altre cellule cerebrali, o neuroni, sprigionando una carica elettrica che modifica l'orientamento dei percorsi neurali. L'effetto sull'organismo è quello di modificare l'attività fisica, compreso il comportamento e l'umore, la parola più vicina ad emozione che si senta pronunciare nel lessico delle scienze esatte".

Questa forma di energia propulsiva prodotta dal cervello, che il popolo di Agarthi chiamava energia vril potrebbe essere alla base delle ricerche della Dharma? :roll:


Ottimo melusina, hai ricollegato ancora una volta discorsi più "tecnici" all'oggetto principale che pian piano è venuto delineandosi in questo topic: il mito di Agarthi!
Prima o poi questa civiltà antica salterà fuori, sebbene ci siano indubbiamente influenze egizie sull'isola, i misteri più profondi non possono essere stati disegnati dagli autori senza essere stati ispirati da Agarthi!

:bye1:


[allineacentro]Ciao Danny
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: lun apr 20, 2009 8:46 am 
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melusina ha scritto
@ massimo.

A parte le intuizioni geniali di Bohm "La fisica dell'infinito", sono rimasta piacevolmente impressionata da "Molecole di Emozioni" di Candace Pert, la neuroscienziata che ha scoperto il "recettore degli oppiacei" nel cervello umano.
Il suo è un libro molto dettagliato sull'interazione tra la corpo, mente e spirito. Una storia di sinapsi, neurotrasmettitori, neuroni, peptidi e connections varie, che sposa alla fine la teoria orientale del "Tutto è uno" a cui è arrivato anche Bohm.

Ne riporto due passaggi molto interessanti che mi hanno colpito:

"Ho ipotizzato una forma di contatto peptico extracorporeo, un genere di risonanza emotiva che si verifica quando i recettori corporei vibrano all'unisono all'interno di sistemi apparentemente separati.
Una sorta di energia sottile, una quinta forza ancora misteriosa oltre alle quattro forze convenzionali note alla fisica, che può spiegare certe anomalie come alcune specifiche emozioni".

"Saltando la sinapsi fra le cellule cerebrali, i neurotrasmettitori si legano ai recettori di altre cellule cerebrali, o neuroni, sprigionando una carica elettrica che modifica l'orientamento dei percorsi neurali. L'effetto sull'organismo è quello di modificare l'attività fisica, compreso il comportamento e l'umore, la parola più vicina ad emozione che si senta pronunciare nel lessico delle scienze esatte".

Questa forma di energia propulsiva prodotta dal cervello, che il popolo di Agarthi chiamava energia vril potrebbe essere alla base delle ricerche della Dharma? :roll:



Interessantissimo Melusina....inutile dire che mi procurerò letture su questo argomento così affascinante e così sconosciuto per me, il mio parere è che la tua sia davvero una gran bella intuizione :yes: .


Surgeon general's warning: SMOKE KILLS
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: lun apr 27, 2009 3:29 pm 
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Posto alcuni brani tratti da "Il Re del Mondo" di René Guénon, riservandomi di commentarli in un secondo momento per mancanza di tempo. :cry3: È difficile dire quanto, di tutto ciò, possa effettivamente ricollegarsi alla mitologia di Lost, ma alcuni elementi sembrano molto interessanti...

Il titolo di "Re del Mondo" […] viene attribuito propriamente a Manu, il Legislatore primordiale e universale il cui nome si ritrova, sotto forme diverse, presso numerosi popoli antichi; ricordiamo soltanto, a questo proposito, il Mina o Menes degli Egizi, il Menw dei Celti e il Minosse dei Greci. Tale nome, del resto, non indica un personaggio storico o più o meno leggendario. Esso designa, in realtà, un principio, l'Intelligenza cosmica che riflette la Luce spirituale pura e formula la Legge (Dharma) propria delle condizioni del nostro mondo o del nostro ciclo di esistenza […] D'altra parte, l'importante qui è far rilevare che tale principio può essere reso manifesto da un centro spirituale stabilito nel mondo terrestre, da un'organizzazione incaricata di conservare integralmente il deposito della tradizione sacra, di origine "non umana" (apaurusheya), per mezzo della quale la Sapienza primordiale si comunica attraverso le epoche a coloro che sono in grado di riceverla. Il capo di tale organizzazione, in quanto rappresenta in certo modo "Manu" stesso, potrà legittimamente portarne il titolo e gli attributi; inoltre, dato il grado di conoscenza che deve aver raggiunto per poter esercitare la sua funzione, si identifica realmente col principio di cui è in certo modo l'espressione umana e davanti al quale la sua individualità scompare […]

Il termine "Chakravarti" o «monarca universale» […] si adatta molto bene, in rapporto ai dati della tradizione indù, alla funzione del "Manu" o dei suoi rappresentanti: letteralmente è «colui che fa girare la ruota», colui cioè che, posto al centro di tutte le cose, ne dirige il movimento senza parteciparvi egli stesso, o che, secondo l'espressione di Aristotele, ne è il «motore immobile».

Naturalmente, il "centro spirituale" cui Guénon si riferisce è l'Agarttha o Agarthi. :LOL:

L'"Agarttha", si dice, non fu sempre sotterranea […] Prima della sua scomparsa dal mondo visibile, il centro portava un altro nome perché, a quell'epoca, quello di "Agarttha", che significa «imprendibile» o «inaccessibile» (e anche «inviolabile», poiché è il «soggiorno della Pace», "Salem"), non sarebbe stato adatto; […] il centro è divenuto sotterraneo «più di seimila anni fa», data che corrisponde con sufficiente approssimazione all'inizio del "Kali-Yuga" o «età nera», l'«età del ferro» degli antichi Occidentali, l'ultimo dei quattro periodi nei quali si divide il "Manvantara" […]

Secondo Guénon anteriormente all'inizio del "Kali-Yuga" il nome del "centro spirituale" era "Paradesha", termine dal quale deriva il nostro "paradiso" e che in sanscrito significa "contrada suprema". Ma, precisa Guénon:

[…] per designarla, vi è un altro nome, probabilmente ancora più antico di Paradesha: è il nome Tula, da cui i greci derivarono Thule […]. Bisogna notare, del resto, che il nome Tula fu dato a regioni molto diverse, poiché ancora oggi lo si ritrova sia in Russia sia in America Centrale; è probabile che ciascuna di queste regioni sia stata, in epoca più o meno lontana, sede di un potere spirituale che era una sorta di emanazione di quello della Tula primordiale. Si sa che la Tula messicana deve la sua origine ai Toltechi; questi, si dice, venivano dall'Aztlan, la "terra in mezzo alle acque", la quale, evidentemente, altro non è che l'Atlantide, e avevano portato il nome "Tula" dal loro paese di origine; il centro cui diedero quel nome dovette probabilmente sostituire, in una certa misura, quello del continente scomparso. Ma, d'altra parte, bisogna distinguere la "Tula" atlantidea dalla "Tula" iperborea, ed è quest'ultima che, in realtà, rappresenta il centro primo e supremo per l'insieme del "Manvantara" attuale; essa fu l'«isola sacra» per eccellenza e, come dicevamo prima, la sua ubicazione era, in origine, veramente polare. Tutte le altre «isole sacre» che sono designate ovunque da nomi di significato identico, non furono che sue immagini; così è anche per il centro spirituale della tradizione atlantidea, che regge solo un ciclo storico secondario, subordinato al "Manvantara".
La parola Tula, in sanscrito, significa "bilancia" e designa propriamente il segno zodiacale di questo nome: ma, secondo una tradizione cinese, la Bilancia Celeste era in origine l'Orsa Maggiore. Quest'osservazione è della massima importanza perché il simbolismo che si riferisce all'Orsa Maggiore è naturalmente legato nel modo più stretto a quello del Polo […]
"Tula" è chiamata anche l'«isola bianca» e, come abbiamo detto, il bianco rappresenta l'autorità spirituale; nelle tradizioni americane, "Aztlan" ha per simbolo una montagna bianca, ma questa raffigurazione era attribuita, in origine, alla "Tula" iperborea e alla «montagna polare». In India, l'"isola bianca" (Shweta-dwipa), che si situa generalmente nelle lontane regioni del Nord, è considerata come il "soggiorno dei Beati", il che la identifica chiaramente con la «Terra dei Viventi». Vi è tuttavia un'eccezione, in apparenza: le tradizioni celtiche parlano soprattutto dell'«isola verde» come «isola dei Santi» o «isola dei Beati»; ma al centro di quest'isola s'innalza la «montagna bianca», che non può essere, si dice, sommersa da alcun diluvio, e la cui cima è di colore purpureo. Questa «montagna del Sole», come è anche chiamata, corrisponde al "Meru": anch'esso «montagna bianca», è circondato da una fascia verde, essendo situato in mezzo al mare, e sulla sua cima brilla il triangolo di luce.
Alla designazione di centri spirituali come l'«isola bianca» (designazione che, ricordiamo, è stata attribuita anche a centri secondari, e non unicamente al centro supremo al quale si applicava in primo luogo), bisogna collegare i nomi di luoghi, contrade o città che similmente esprimono l'idea di bianchezza. […]
C'è ancora un'osservazione da fare sulla rappresentazione del centro spirituale come isola che per altro racchiude la «montagna sacra»: infatti, anche se una simile localizzazione ha potuto esistere effettivamente (benché non tutte le «Terre Sante» siano isole), essa deve avere anche un significato simbolico. […] L'idea che evoca la rappresentazione di cui si tratta qui è essenzialmente quella di «stabilità», che abbiamo appunto indicata come caratteristica del Polo: l'isola rimane immobile in mezzo all'agitazione incessante dei flutti, la quale è un'immagine dell'agitazione del mondo esterno; […]

[…] Dalla testimonianza concordante di tutte le tradizioni deriva chiaramente questa conclusione: che esiste una «Terra Santa» per eccellenza, prototipo di tutte le altre «Terre Sante», centro spirituale cui tutti gli altri centri sono subordinati. La «Terra Santa» è anche la «Terra dei Santi», la «Terra dei Beati», la «Terra dei Viventi», la «Terra d'Immortalità»; queste espressioni sono tutte equivalenti e bisogna aggiungervi quella di «Terra Pura» che Platone attribuisce in particolare al «soggiorno dei Beati». Si usa situare tale soggiorno in un «mondo invisibile» […] Nel periodo attuale del nostro ciclo terrestre, cioè nel "Kali-Yuga", questa «Terra Santa», difesa da «guardiani» che la nascondono agli sguardi profani garantendone tuttavia certe relazioni esterne, è di fatto invisibile, inaccessibile, ma soltanto per coloro che non possiedono le qualificazioni richieste per penetrarvi.


"Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco. Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto. Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l’eternità..."
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: mar apr 28, 2009 12:39 pm 
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WongKarWai ha scritto
È difficile dire quanto, di tutto ciò, possa effettivamente ricollegarsi alla mitologia di Lost, ma alcuni elementi sembrano molto interessanti...


beh quello che riporti tu ed altre cose ancora lette qua e là
(per esempio che esistevano persone espulse dal regno che vivevano in superficie come i nomadi,
che il dio del mondo odiava la tecnologia che ha partorito la bomba atomica e quindi le guerre e la devastazione dei popoli, ecc...)
non possono che farmi sposare sempre più la teoria
che se non altro l'ispirazione iniziale degli autori sia dovuta ad Agarthi

andrebbe approfondito questo argomento in un thread ad hoc...
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 Oggetto del messaggio: Re: Simboli antichi, Wormhole e i misteri dell'Isola
MessaggioInviato: mar apr 28, 2009 3:45 pm 
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Un'altra cosa che può essere interessante notare è come lo scontro tra il nucleo originario dell’isola e la Dharma, a livello simbolico, sia anche la lotta tra il cinghiale (animale autoctono dell’isola) e l’orso polare (animale "intruso" perché introdotto dalla Dharma in un habitat che anche dal punto di vista climatico non è il suo).
L’opposizione cinghiale-orso è particolarmente significativa dal punto di vista simbolico. Nella tradizione celtica e in quella indù il cinghiale e l’orso simboleggiano rispettivamente la casta sacerdotale, detentrice del potere spirituale (Druidi e Brahmani) e quella guerriera, detentrice del potere temporale (Cavalieri e Kshatriya).
Nei Veda una delle denominazioni del centro spirituale primordiale, situato all’estremo Nord nella regione polare artica, è Varahi o "Terra del Cinghiale".

Nella cosmogonia indù un ciclo umano (detto "Manvantara" o "Periodo di Manu") dura due volte e mezzo la precessione degli equinozi, ossia 64.800 anni (25.920 x 2 + 12.960). Un ciclo cosmico ("Kalpa") comprende 14 cicli umani. Attualmente siamo nella fase finale (precisamente nel Kali-Yuga, l’ultima delle quattro ere che compongono un ciclo umano) del settimo Manvantara del "Ciclo del Cinghiale Bianco" (Shveta-Varaha Kalpa). Mancano circa 800 anni alla conclusione del Manvantara attuale (che ha avuto inizio circa 64 mila anni fa) e ben 7 Manvantara (64.800 anni x 7) alla distruzione dell’universo attuale. Nel passaggio da un’era all'altra, all'interno di un Manvantara, avvengono cataclismi di ogni tipo (diluvi, inabissamenti di continenti, spostamenti dell'asse terrestre, ecc.). Il "Re del Mondo" è anche noto come Re del "Ciclo del Cinghiale Bianco".
Tra parentesi, quando Battiato canta "spero che ritorni presto l'era del Cinghiale Bianco" :suonar: si augura che arrivi presto una nuova era di consapevolezza spirituale in cui sia possibile elevarsi ad uno stato di conoscenza superiore...

La radice var si ritrova nelle lingue nordiche sotto la forma bor (da cui l’inglese boar e il tedesco eber: "cinghiale"). L'equivalente esatto di Varahi è dunque Borea, da cui il nome consueto di Iperborea nelle fonti greche. Secondo Guénon il Cinghiale rappresenta anticamente la costellazione divenuta più tardi l’Orsa Maggiore. Nella sostituzione del nome è possibile cogliere un segno di ciò che i Celti simboleggiano con la lotta del cinghiale e dell'orso, cioè la rivolta dei rappresentanti del potere temporale contro la supremazia dell'autorità spirituale. Per questo si è potuto trasferire la radice bor dal cinghiale all'orso (in inglese bear, in tedesco bär), e la stessa Borea o "Terra del Cinghiale" è diventata in seguito la "Terra dell'Orso", durante un periodo di predominio degli Kshatriya al quale, secondo la tradizione indù, mise fine Parashu-Rama o "Rama con l'Ascia da battaglia", sesta incarnazione di Vishnu in questo ciclo umano.
La radice var o vri in sanscrito ha altri significati: quello di "coprire", "proteggere" e "nascondere" e quello di "scelta" o "elezione". Ed entrambi si applicano perfettamente ai centri spirituali, nascosti agli occhi dei profani e che proteggono il mondo con la loro influenza invisibile, e designati con nomi come quelli di "terra degli eletti", "terra dei santi", o "terra dei beati".
E poiché Varahi è la sede dell'autorità spirituale primitiva di cui ogni altra autorità legittima dello stesso ordine è solo un'emanazione "è naturale che i rappresentanti di una tale autorità abbiano anch'essi ricevuto il simbolo del cinghiale come segno distintivo". Per questa ragione i druidi si fregiano dell'appellativo di "cinghiali" e realizzano materialmente l'isolamento dal mondo esterno ritirandosi nella foresta.

La presenza simultanea del cinghiale (simbolo dell'autorità spirituale e della "terra sacra" dei primordi situata a nord) e dell'orso polare (animale della regione polare artica) è un ulteriore collegamento con il regno di Agharti. Il tutto può essere ricollegato alla bussola, che sull'isola non può che avere un valore puramente simbolico, dato che non funziona: indica il Nord in quanto punto cardinale associato all'autorità spirituale e alla terra delle origini.
E come fa notare l'immenso Algol in "I Geroglifici: l’antico Egitto sull’isola di LOST" nella home-page, tra i fogli trovati da Caesar nell'ufficio di Ben c'è una mappa dell'isola con alcuni geroglifici aggiunti in basso...


In particolare:



Il primo a sinistra si dovrebbe tradurre con “viaggiare verso nord“; il secondo a destra è lo stesso che troviamo anche sulle mura del tempio e significherebbe “tempo dei re” o “tempi antichi“.

Insomma, l'isola è la "Terra del Cinghiale" e il Tempio potrebbe davvero essere l'ingresso al regno di Agarthi! :esalt:


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MessaggioInviato: mer apr 29, 2009 11:29 am 
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Ogni volta che leggo i tuoi post, Wong, rimango affascinato. Ancora complimenti, anche perchè sono sempre più convinto che voi "studiosi" di questo lato di LOST vi stiate avvicinando alla realtà e non poco... :esalt:


"Non ditemi che non lo posso fare!"

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Dezzie86 ha scritto
Ogni volta che leggo i tuoi post, Wong, rimango affascinato. Ancora complimenti, anche perchè sono sempre più convinto che voi "studiosi" di questo lato di LOST vi stiate avvicinando alla realtà e non poco... :esalt:

Grazie, Dezzie, per i tuoi apprezzamenti. Mi accorgo che ultimamente non ho il dono della sintesi e scrivo molto più del necessario. Sorry! :gira:

E comunque le mie sono solo ipotesi: è ancora tutto da dimostrare... :scrn:


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MessaggioInviato: mer apr 29, 2009 12:52 pm 
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WongKarWai ha scritto
Dezzie86 ha scritto
Ogni volta che leggo i tuoi post, Wong, rimango affascinato. Ancora complimenti, anche perchè sono sempre più convinto che voi "studiosi" di questo lato di LOST vi stiate avvicinando alla realtà e non poco... :esalt:

Grazie, Dezzie, per i tuoi apprezzamenti. Mi accorgo che ultimamente non ho il dono della sintesi e scrivo molto più del necessario. Sorry! :gira:

E comunque le mie sono solo ipotesi: è ancora tutto da dimostrare... :scrn:

Figurati. :;)2:
E' vero, sono solo ipotesi, però sono quantomeno fondate. Vedremo come andrà a finire, però ci sono davvero troppi indizi che ci portano in questa direzione.


"Non ditemi che non lo posso fare!"

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