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 Oggetto del messaggio: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: mer mar 25, 2009 12:42 pm 
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Dall' ultima puntata abbiamo appreso l'informazione che Radzinsky è stato colui che nel 1977 stava progettando forse una delle più importanti stazioni del Progetto Dharma: Il Cigno.

ImmagineImmagine


Le informazioni che abbiamo su questa stazione di ricerca ci provengono dal relativo filmato d'orientamento che spiega che il Cigno è la stazione numero 3, originariamente concepita per studiare, "le singolari e uniche fluttuazioni elettromagnetiche" di quella parte dell'isola. Comunque il filmato, non descrive l'effettiva natura di queste fluttuazioni, ma parla di un incidente, avvenuto in un certo momento. A causa di questo, ogni 108 minuti, deve essere inserito un codice sulla tastiera del computer. Non ci vengono fornite le motivazioni di questo protocollo, ma viene sottolineato che è di "vitale importanza".

Altre notizie ci vengono dette dagli autori nei DVD della seconda stagione: gli interni della stazione Cigno in origine sono stati ispirati a "Tomorrowland", una delle parti in cui è diviso il parco di divertimenti di Disneyworld. In questa zona viene rappresentato il futuro visto però dagli uomini degli anni '70. Sempre nei DVD, Damon Lindelof dice: "Lo scopo della stazione, ovvero ciò per cui è stata costruita, è legato al fatto che in quel luogo c'è un'anomalia. In poche parole, si può notare il fatto che la stazione assomiglia ad un grosso pollice e che questo pollice sta tappando la falla di una diga. E che questa diga sta trattenendo la potenza distruttiva di quest'anomalia elettromagnetica, un'anomalia in grado di attirare la chiave appesa al collo di Jack da una parte all'altra del muro. Ecco così si spiegherebbe il design della stazione".
Sempre nella stazione Cigno si trova la famosa mappa della porta blindata. anch'essa iniziata da Radzinsky:

Immagine


Cercando di mettere insieme tutti questi pezzi e le notizie che abbiamo sul Cigno, volevo sapere cosa pensavate dell'importanza di questa stazione, degli studi che ci venivano fatti e su quale possa essere l'utilizzo delle particolarità elettromagnetiche presenti in quel preciso punto dell'isola?
Forse sono damande un pò pretenziose e da esperti però mi piacerebbe conoscere le vostre idee. :)
Tutte le informazione le ho riprese da Lostpedia.


Immagine + Immagine + Immagine = Immagine

"Do you think we crashed on this place by coincidence?" "It's destiny"
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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: mer mar 25, 2009 2:49 pm 
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La stazione Cigno credo proprio sia la più importante alla pari con l'Orchidea.
Non capisco perchè però Radzinsky abbia dovuto iniziare a dipingere la mappa di tutte le stazioni proprio su una porta blindata del Cigno. Che questa stazione servisse davvero come una sorta di bunker per sfuggire al rilascio di gas che avrebbe dovuto sterminare gli Altri?
E poi perchè nella Perla si osservava il comportamento di quelli del Cigno? A meno che non fossero quelli della Perla oggetto di esperimento psicologico...
E' stata di sicuro costruita per tappare l'anomalia, ma di che anomalia stiamo parlando? Cioè, deve essere una cosa bella grossa... Però credo che fin quando non sapremo nulla sull'incidente, sapremo poco anche del Cigno...


"Non ditemi che non lo posso fare!"

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Ille qui nos omnes servabit
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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: mer mar 25, 2009 6:34 pm 
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Iscritto il: ven feb 06, 2009 1:08 pm
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Aspettando la nuova puntata di Lost, faccio qualche ricerca sul Cigno (animale), cosa rappresenta, come viene visto eccetera.

[in corsivo le parti interessanti]

SIMBOLOGIA TOTEMICA DEL CIGNO
L'atto simbolo del cigno è quello di ricevere e accettare la grazia portata dal cambiamento. Sottomettendosi al piano divino del Grande Spirito e non opponendosi in nulla alla sua volontà, consente al suo aspetto giovanile, quello del brutto anatroccolo , di trasformarsi in un elegante e maestoso cigno. Accettata questa grazia, può portarsi con lo sguardo nello spazio oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno. Uomini in possesso della forza del cigno hanno la capacità di prevedere il futuro, poiché perfettamente in grado di accettare senza riserve il disegno della volontà divina. Il cigno ci insegna a portare la nostra coscienza in armonia con tutti i livelli dell'essere e a sviluppare con cura la nostra intuizione: ciò ci aiuta a pervenire alla capacità di vedere nel futuro.
fonte: libero


Secondo la simbologia totemica pare che il cigno sia attinente con la previsione del futuro. Non a caso Desmond grazie al Cigno (la stazione) riesce a prevedere il futuro dopo l'implosione. Percezione diversa del tempo spiegato da Faraday secondo il quale la suddetta percezione è dovuta alla prolungata esposizione di radiazioni o elettromagnetismo.
Interessante dunque questa analogia CIGNO->PERCEZIONE DEL FUTURO

ANIMALI E ALCHIMIA
Nelle opere alchemiche è molto facile imbattersi nell’uso degli animali come simboli. Un gruppo importante di questi sono gli uccelli. Essi dominano l’elemento aria, anello tra la realtà terrena e il regno dei cieli. Osservando il loro volo, gli alchimisti credettero di riconoscere quindi un legame tra il volo e l’animo dell’uomo, la cui vocazione è quella di tendere alla spiritualità.
Il simbolismo degli uccelli acquisì pertanto la funzione della mediazione tra il mondo fisico e quello spirituale, riflettendo ciò che l’animo umano tende a fare per raggiungere la propria perfezione. Da qui il parallelo con i processi del lavoro alchemico, trasposizione mistica delle fasi attraverso cui l’uomo avrebbe raggiunto la perfezione, ovvero, la riuscita dell’esperimento di tramutazione in oro dei metalli vili.
Nelle riproduzioni iconografiche come nei testi, la sequenza dell’uso degli uccelli corrispondeva alla sequenza delle operazioni svolte, nelle storte del laboratorio, dagli alchimisti, e iniziava con il Corvo seguito dal Cigno, dal Pavone, dal Pellicano per finire con la Fenice. Nell’incisione il Pavone è sostituito dal Dragone, inizio della fase centrale che si risolve con la purificazione dell’animo dominando gli aspetti negativi dello stesso concludendo nella completa bellezza e splendore, rappresentata dalla molteplicità dei colori della coda del Pavone.
I processi fisici degli alchimisti risultavano essere un ciclo che prendeva vita da uno stato di disfacimento della materia in putrefazione o nigredo, per passare ad uno stato di albedo o calcinazione, proseguendo attraverso una rapida iridescenza, una distillazione a ricadere o «circolazione» e una finale «sublimazione». Attorno alla struttura armillare della conoscenza alchemica, un anello diviso in cinque parti riporta le rappresentazioni di diversi animali. Partendo da sinistra guardando l’incisione ritroviamo il Corvo, il Cigno, il Dragone mercuriale o Basilisco, il Pellicano e la Fenice.

(vi trascrivo solo il Cigno)

CIGNO
Nel candore e nella forma del Cigno gli alchimisti trovarono sia la luce solare, sinonimo della natura maschile, sia la luce lunare immagine della femminilità. Il lungo collo diventava l’accezione del simbolo fallico e il corpo rotondeggiante il senso del corpo femminile. Il simbolismo del Cigno fu anche quello dell’uovo del Mondo e del corpo androgino frutto dell’unione degli opposti. La concezione che il cigno fosse collegato alla realizzazione dei desideri, facilitò l’accostamento alla fase del processo di calcinazione che, per sua peculiare caratteristica (la materia assumeva un colore bianco latte), ingannò gli sperimentatori facendo credere di aver raggiunto la purezza assoluta. L’associazione al Cigno, dello stadio temporaneo, fu una conseguenza di quanto gli alchimisti osservarono nel compiere la loro opera seguendo la via umida. Infatti la materia, una volta calcinata per via umida, alle volte formava una crosta che si rompeva sotto riscaldamento, liberando cristalli bianchi assomiglianti a dei cigni galleggianti sopra le acque di un lago. Quando la via seguita era la secca la fase veniva contraddistinta dal simbolismo dell’aquila bianca.
fonte: duepassinelmistero


Interessante il cigno visto come mediazione tra il mondo fisico e quello spirituale. Grazie al Cigno scopriamo dov'è l'isola, scopriamo che è visibile dall'esterno e che può essere trovata. Il Cigno ha fatto da tramite tra MONDO TERRENO e ISOLA.
Il cigno visto come UOVO DEL MONDO. Incuriosisce questa visione del cigno come luogo da cui il mondo nasce. Come molti di noi hanno supposto (me compreso) l'isola può essere il luogo di nascita del genere umano, dunque della civiltà. L'isola come UOVO DEL MONDO

Questo è quello che ho trovato (e commentato) inerente al mondo di Lost. Se trovo altro vi aggiornerò.


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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: mer mar 25, 2009 10:22 pm 
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ilDuca ha scritto
Aspettando la nuova puntata di Lost, faccio qualche ricerca sul Cigno (animale), cosa rappresenta, come viene visto eccetera.

[in corsivo le parti interessanti]

SIMBOLOGIA TOTEMICA DEL CIGNO
L'atto simbolo del cigno è quello di ricevere e accettare la grazia portata dal cambiamento. Sottomettendosi al piano divino del Grande Spirito e non opponendosi in nulla alla sua volontà, consente al suo aspetto giovanile, quello del brutto anatroccolo , di trasformarsi in un elegante e maestoso cigno. Accettata questa grazia, può portarsi con lo sguardo nello spazio oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno. Uomini in possesso della forza del cigno hanno la capacità di prevedere il futuro, poiché perfettamente in grado di accettare senza riserve il disegno della volontà divina. Il cigno ci insegna a portare la nostra coscienza in armonia con tutti i livelli dell'essere e a sviluppare con cura la nostra intuizione: ciò ci aiuta a pervenire alla capacità di vedere nel futuro.
fonte: libero


Secondo la simbologia totemica pare che il cigno sia attinente con la previsione del futuro. Non a caso Desmond grazie al Cigno (la stazione) riesce a prevedere il futuro dopo l'implosione. Percezione diversa del tempo spiegato da Faraday secondo il quale la suddetta percezione è dovuta alla prolungata esposizione di radiazioni o elettromagnetismo.
Interessante dunque questa analogia CIGNO->PERCEZIONE DEL FUTURO

ANIMALI E ALCHIMIA
Nelle opere alchemiche è molto facile imbattersi nell’uso degli animali come simboli. Un gruppo importante di questi sono gli uccelli. Essi dominano l’elemento aria, anello tra la realtà terrena e il regno dei cieli. Osservando il loro volo, gli alchimisti credettero di riconoscere quindi un legame tra il volo e l’animo dell’uomo, la cui vocazione è quella di tendere alla spiritualità.
Il simbolismo degli uccelli acquisì pertanto la funzione della mediazione tra il mondo fisico e quello spirituale, riflettendo ciò che l’animo umano tende a fare per raggiungere la propria perfezione. Da qui il parallelo con i processi del lavoro alchemico, trasposizione mistica delle fasi attraverso cui l’uomo avrebbe raggiunto la perfezione, ovvero, la riuscita dell’esperimento di tramutazione in oro dei metalli vili.
Nelle riproduzioni iconografiche come nei testi, la sequenza dell’uso degli uccelli corrispondeva alla sequenza delle operazioni svolte, nelle storte del laboratorio, dagli alchimisti, e iniziava con il Corvo seguito dal Cigno, dal Pavone, dal Pellicano per finire con la Fenice. Nell’incisione il Pavone è sostituito dal Dragone, inizio della fase centrale che si risolve con la purificazione dell’animo dominando gli aspetti negativi dello stesso concludendo nella completa bellezza e splendore, rappresentata dalla molteplicità dei colori della coda del Pavone.
I processi fisici degli alchimisti risultavano essere un ciclo che prendeva vita da uno stato di disfacimento della materia in putrefazione o nigredo, per passare ad uno stato di albedo o calcinazione, proseguendo attraverso una rapida iridescenza, una distillazione a ricadere o «circolazione» e una finale «sublimazione». Attorno alla struttura armillare della conoscenza alchemica, un anello diviso in cinque parti riporta le rappresentazioni di diversi animali. Partendo da sinistra guardando l’incisione ritroviamo il Corvo, il Cigno, il Dragone mercuriale o Basilisco, il Pellicano e la Fenice.

(vi trascrivo solo il Cigno)

CIGNO
Nel candore e nella forma del Cigno gli alchimisti trovarono sia la luce solare, sinonimo della natura maschile, sia la luce lunare immagine della femminilità. Il lungo collo diventava l’accezione del simbolo fallico e il corpo rotondeggiante il senso del corpo femminile. Il simbolismo del Cigno fu anche quello dell’uovo del Mondo e del corpo androgino frutto dell’unione degli opposti. La concezione che il cigno fosse collegato alla realizzazione dei desideri, facilitò l’accostamento alla fase del processo di calcinazione che, per sua peculiare caratteristica (la materia assumeva un colore bianco latte), ingannò gli sperimentatori facendo credere di aver raggiunto la purezza assoluta. L’associazione al Cigno, dello stadio temporaneo, fu una conseguenza di quanto gli alchimisti osservarono nel compiere la loro opera seguendo la via umida. Infatti la materia, una volta calcinata per via umida, alle volte formava una crosta che si rompeva sotto riscaldamento, liberando cristalli bianchi assomiglianti a dei cigni galleggianti sopra le acque di un lago. Quando la via seguita era la secca la fase veniva contraddistinta dal simbolismo dell’aquila bianca.
fonte: duepassinelmistero


Interessante il cigno visto come mediazione tra il mondo fisico e quello spirituale. Grazie al Cigno scopriamo dov'è l'isola, scopriamo che è visibile dall'esterno e che può essere trovata. Il Cigno ha fatto da tramite tra MONDO TERRENO e ISOLA.
Il cigno visto come UOVO DEL MONDO. Incuriosisce questa visione del cigno come luogo da cui il mondo nasce. Come molti di noi hanno supposto (me compreso) l'isola può essere il luogo di nascita del genere umano, dunque della civiltà. L'isola come UOVO DEL MONDO

Questo è quello che ho trovato (e commentato) inerente al mondo di Lost. Se trovo altro vi aggiornerò.



Complimenti Duca per questa bella digressione sul simbolismo di questo stupendo animale. La conoscenza alchemica è sicuramente uno degli altri spunti che possiamo ritrovare in LOST, soprattutto perchè nel mondo dell'alchimia ci sono simboli che abbiamo già incontrato e che ho descritto nelle mie ricerche: c’è l’uroboro, il serpente che si mangia la coda e che simboleggia la ciclicità del tempo e la necessità che ad un ciclo ne segua un altro (spilla di Mrs. Hawking in “Deja vù”); c’è l’araba fenice, il cui mito di morte e rinascita dalle sue ceneri potrebbe riunire insieme il mito di Quetzalcoatl, il serpente piumato dei Maya, ma soprattutto ci sono le chiavi. Riporto qui qualche dettaglio in più che può completare la tua ricerca:

“Il composto alchemico ha inizio con la lavorazione di un composto materiale grezzo costituito da elementi mercuriali e solfurei. Le tappe principali sono la nigredo (opera al nero), l’albedo (opera al bianco), la citrinitas (opera al giallo), la viriditas (opera al verde) e infine la rubedo (opera al rosso)”.
Nel processo di trasformazione, il nero corrisponde alla stadio iniziale, il bianco al riscaldamento, il verde all’ossidazione, il giallo al raggiungimento del punto di fusione, il rosso alla liquefazione. Per portare a compimento la ricerca bisogna conoscere quelle che in alchimia vengono chiamate chiavi che attivano il meccanismo della trasformazione delle sostanze, il cui detentore era secondo gli alchimisti, il dio Mercurio che, in qualità di argento vivo, permetteva l'intero processo di trasformazione (e qui un riferimento alla chiave di Desmond, per me il Mercurio di LOST, che spazia tra presente, passato e futuro, mi sembra ci stia bene... :;)2: ).

L'elemento basilare dell’alchimia infatti è proprio il mercurio, il metallo che unendosi allo zolfo e al sale dà vita all’intero processo alchemico e alla possibilità di trovare la così detta “pietra filosofale”.

Ma Mercurio non possiede solo le chiavi, bensì gira anche la ruota:

Per attivare la circulatio e cioè la salita e la precipitazione dei vapori all’interno dell’alambicco, gli alchimisti si servivano della così detta “ruota alchemica” dove venivano riportati i colori relativi alle fasi dell’opera, le qualità morali che ogni alchimista doveva coltivare (costanza, obbedienza, moderazione, equità, umiltà) nonché i simboli dei pianeti conosciuti fino ad allora”.

Ed ecco la ruota alchemica:


Immagine


E come non pensare alla ruota di Ben o alla ruota del Dharma con i suoi otto raggi?

L’alchimia quindi diventa una forma di conoscenza che insegna il dominio delle energie creative che permeano non solo l’universo naturale e cosmico ma anche la mente dell’uomo e veniva usata principalmente per arrivare alla trasformazione psicologica e spirituale dell’individuo.
Se a livello pratico, è servita per arrivare ad ampliare le conoscenze sulle leggi che regolano la composizione delle sostanze, come per esempio la distillazione dell’alcol e l’invenzione della polvere da sparo, a livello simbolico è una forma di sapere universale, basata sul principio dell’armonia degli opposti, che dona la possibilità di integrare tutti gli aspetti della conoscenza umana, trovando il giusto mezzo tra di loro, nella ricerca di quell’equilibrio che potrebbe garantire la serenità interiore.
E per chi volesse approfondire:

http://www.geocities.com/Eureka/Promena ... chimia.htm


Mi sembra che in LOST sia davvero tutto collegato ed incredibilmente approfondito in ogni dettaglio. :bye1:


"E tutto insieme, tutte le voci
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita".
~ Hermann Hesse - Siddharta ~

Grazie LOST !
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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: gio mar 26, 2009 11:13 pm 
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Aggiungo anche un altro dubbio che era stato sollevato, e nella 5x10 ribadito; ossia il fatto che Radzinsky si preoccupi così tanto di tenere nascosta la progettazione di questa stazione. Come fa a pensare la Dharma di tenere nascosta la costruzione del Cigno agli Ostili, quando questi conoscono l'isola come le loro tasche e si muovono pressochè liberamente? :wack: Qualcosa mi sfugge. :scrn:


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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: ven mar 27, 2009 10:21 am 
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Iscritto il: lun feb 02, 2009 2:20 pm
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Olandese Volante ha scritto
Aggiungo anche un altro dubbio che era stato sollevato, e nella 5x10 ribadito; ossia il fatto che Radzinsky si preoccupi così tanto di tenere nascosta la progettazione di questa stazione. Come fa a pensare la Dharma di tenere nascosta la costruzione del Cigno agli Ostili, quando questi conoscono l'isola come le loro tasche e si muovono pressochè liberamente? :wack: Qualcosa mi sfugge. :scrn:


però se ci pensi è l'unica postazione darma "sopravvissuta" ancora in funzione quando i losties cadono nel 2004
quindi effettivamente è risultata impenetrabile agli ostili
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 Oggetto del messaggio: Re: Radzinsky e il Cigno
MessaggioInviato: ven mar 27, 2009 9:38 pm 
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Probabilmente il Cigno è la versione Underground di Dharmaville, un rifugio dove chiudersi in caso di rilascio (vero o simulato) di gas tossici. Forse il monitoraggio serviva come test...


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