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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: ven giu 05, 2009 6:03 pm 
Superstite
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Iscritto il: lun apr 20, 2009 7:31 pm
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i'm a: Boy
Complimenti Iskander, ho letto con estremo interesse tutto quello che hai scritto, è un piacere conoscerti! Benvenuto anche da parte mia... :welcome(1): :welcome(1): :welcome(1):

Sarà dura cercare di dare un senso unitario a tutti i riferimenti raccolti nel corso del tempo, ma se uniamo le forze e facciamo un lavoro collettivo sono certo che ce la faremo!

Prendendo alla lettera il suggerimento di Mr. Eko e alzando gli occhi (al cielo) guardando verso Nord, possiamo trovare riferimenti interessanti anche tra le costellazioni circumpolari dell'emisfero boreale...

Tezcatlipoca o "Specchio Fumoso", oltre ad essere il dio del cielo notturno, signore del fuoco e della morte, è anche il dio del Nord e della costellazione dell'Orsa Maggiore. :shock:

Tueret o Taweret "la Grande", la dea-ippopotamo raffigurata eretta sulle zampe posteriori e gravida, protettrice delle donne incinte e dei bambini, personificazione del Caos liquido dal quale si è formata la terra, Colei che veglia sul sonno dei vivi e dei morti assicurando a tutti la sua protezione magica, è anche la dea della costellazione del Drago, raffigurata dagli egizi sotto le sembianze di una femmina di ippopotamo. Tueret è Colei che tiene la "Coscia del Toro" ossia l'Orsa Maggiore. E la dea Ipet, assimilata a Tueret nell'aspetto teriomorfo di ippopotamo e nella funzione protettrice, aveva il compito di impedire che Mesketiu "l’Orsa Maggiore", una costellazione del Nord, legata al dio Seth, potesse danneggiare Osiri nella Duat. :shock:

Inoltre, sempre nell’emisfero boreale, la costellazione dell'Orsa Minore o Cane è raffigurata dagli egizi con le fattezze del dio Anubi... :shock:


"Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco. Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto. Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l’eternità..."
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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 8:47 pm 
Passeggero volo 815
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Iscritto il: dom mag 31, 2009 1:50 pm
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i'm a: Boy
WongKarWai ha scritto
Complimenti Iskander, ho letto con estremo interesse tutto quello che hai scritto, è un piacere conoscerti! Benvenuto anche da parte mia... :welcome(1): :welcome(1): :welcome(1):


Grazie Wong! Ma i complimenti sono da fare principalmente a questo forum e a voi che lo rendete speciale!
Sto appuntanto tutto quello fin'ora detto (compreso il tuo ultimo post che contribuisce significativamente ad arricchire quanto già detto) :scri: chissà che non esca qualcosa fuori. Più che altro i punti fondamenti li abbiamo trovati ora resta il problema di connetterli. Che significato potrebbero assumere nel contesto generale? Indizi su un possibile finale? Semplici riferimenti colti (anche se non ne sono convinto)? Rimbocchiamoci le maniche :lavoro:


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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: sab giu 13, 2009 8:36 pm 
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Iscritto il: dom mag 31, 2009 1:50 pm
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Per la serie "vedi troppo Lost se..."
Qualche giorno fa mi stavo documentando sul grande scrittore George Orwell (o Eric Blair, come preferite). La mia attenzione era rivolta in particolare (lo inserisco nella mia tesina) al celeberrimo "1984", il romanzo dell'utopia negativa che è ambientato in una fantomatica società futura governata dal Grande Fratello. La tecnica, geniale a mio giudizio, usata in tale società è quella del "linguaggio modificato": la guerra è chiamata pace, il bianco diventa il nero, insomma il popolo è convinto, usando parole diverse, che una cosa non sia più quella e in tal modo si riesce a manipolarlo.
In Lost mi pare sia avvenuto qualcosa di simile se al posto di "popolo" scriviamo Ben (e altri? chissà) e al posto di "Grande Fratello" l'uomo in nero. Insomma la sigla dell'ultimo, discussissimo episodio della 5°stagione nel quale la scritta è in nero con lo sfondo bianco potrebbe, e dico potrebbe, star a significare che fin'ora ciò che ci è stato presentato come bianco (Bene) in realtà potrebbe corrispondere al nero (Male) e viceversa. Chissà se alla luce di tutto questo anche la nostra concezione di Destino e Libero Arbitrio non debba essere rivista.
A questo punto due vie sono possibili: il fatto che sia la siglia finale fa pensare che questo "rivolgimento" debba ancora avvenire, che cioè anche The Incident debba essere considerato come "inganno", nel quale i ruoli sono ancora invertiti; in tal caso cadrebbe la mia teoria che vuole Jacob essere il tradizionale "buono" contrapposto all' "uomo in nero" (il fatto che l'uno sia vestito di bianco, l'altro di nero invertirebbe i ruoli proprio per il motivo che ho scritto sopra); oppure, ed io propendo per questa, nel finale di stagione è già avvenuta la riscoperta dei veri ruoli (e la siglia finale sottolinerebbe questo fatto) con la comparsa del Bene/Libero Arbitrio/Jacob (anche se apparentemente sconfitto). Se ci rifacciamo invece alla teoria proposta da Melusina, riprendendo la metafora che avevo proposto (vedi sotto), l'inversione dei colori "primari" di Lost starebbe ad indicare l'uscita del Disco/Uomo grazie al Libero Arbitrio/Jacob dalla restrizione del Destino/Asse. L'uccisione, o presunta tale, di Jacob si presenterebbe dunque come espressione del distacco avvenuto, dell'uscita dalla confine imposto dal Fato alla Libertà di Scelta.
A voi possibili interpretazioni.
Un Saluto a tutti

METAFORA: Quindi, se ho ben capito, poni in correlazione non in opposizione libero arbitrio e destino. In altre parole vi sarebbe come sostrato, come base il destino che guida gli uomini (mettiamo gli uomini, và), i quali tuttavia hanno la possibilità, in questo percorso segnato dal fato, di effettuare delle "fermate" che non vanno, però, sostanzialmente ad intaccare il cammino loro prefisso. Una sorta di Libero Arbitrio relativo, insomma! Sono liberi sì, ma limitatamente a decisioni che non intacchino il fine, l'"arrivo".
Però vi è una possibilità di esularsi da questa "traccia" proprio grazie al libero arbitrio (forse in un suo livello più elevato) che permette di correggere gli errori commessi. In pratica la vita (intesa come trascorrere del tempo per l'uomo) è come un disco (quindi circolare) che gira sul proprio asse: il Libero Arbitrio intervenendo su questo disco da la possibilità di farlo uscire dal proprio asse aprendo a nuovi orizzonti, "liberando" il disco (cioè l'uomo) dall'asse (cioè il destino).


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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 2:59 pm 
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Sinceri complimenti a tutti, questo forum è di una ricchezza straordinaria. Altrettanto ricco è naturalmente Lost. Fin troppo, direi.
Io sinceramente non ho mai visto o letto un'opera di fantasia che abbraccia tante tematiche e che permette tanti approfondimenti. Ma quanta fantasia c'è? E se gli autori, Jeffrey-Jacob-Abrams in testa, avessero conoscenze particolari? La risposta ovviamente non la conosciamo, ma vi è mai venuto il dubbio?
Non vi sembra fin troppo completo Lost?


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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 8:57 pm 
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Doc ha scritto
Ma quanta fantasia c'è? E se gli autori, Jeffrey-Jacob-Abrams in testa, avessero conoscenze particolari? La risposta ovviamente non la conosciamo, ma vi è mai venuto il dubbio?
Non vi sembra fin troppo completo Lost?


Addirittura? :ghghgh:


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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: ven giu 19, 2009 3:47 pm 
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Iskander ha scritto
A questo punto due vie sono possibili: il fatto che sia la siglia finale fa pensare che questo "rivolgimento" debba ancora avvenire, che cioè anche The Incident debba essere considerato come "inganno", nel quale i ruoli sono ancora invertiti.
Se ci rifacciamo invece alla teoria proposta da Melusina, riprendendo la metafora che avevo proposto (vedi sotto), l'inversione dei colori "primari" di Lost starebbe ad indicare l'uscita del Disco/Uomo grazie al Libero Arbitrio/Jacob dalla restrizione del Destino/Asse. L'uccisione, o presunta tale, di Jacob si presenterebbe dunque come espressione del distacco avvenuto, dell'uscita dalla confine imposto dal Fato alla Libertà di Scelta.


Ciao Iskander, la possibilità di un rivolgimento come lo definisci tu, potrebbe allacciarsi molto bene all'impossibilità di dare definizioni certe su ciò che è male e ciò che è bene in questo preciso momento di LOST, in cui è come se si fosse a metà del gioco e con un fine che ancora non si conosce.
E' come se gli autori ci volessero suggerire che tutto è possibile perchè ancora non si possono avere certezze o andare per assunti solo razionali.
Continuo ad essere però della mia idea che, nella storia individuale di ognuno dei nostri, una traccia c'è: Sayid, per esempio, ha da risolvere il destino che lo vuole un torturatore; non gli verrà presentata dall'isola una sfida diversa; non si troverà nella necessità di "salvare sempre e comunque un altro essere umano" come per esempio vuole la traccia di Jack, così come Jack, probabilmente, non si troverà a dover risolvere un problema come quello di Kate che risolve sempre con la fuga i momenti difficili della sua vita.
Poi, in base a questa traccia, i nostri possono usare il libero arbitrio e comportarsi al meglio o al peggio a livello etico nei confronti degli altri e quindi andare avanti o indietro su un percorso che non possono cambiare.
Questo è quello che sento, perchè quanto a capire, vedo che LOST non fa che demolirmi ogni certezza e quindi... aspetto fiduciosa: i tempi per capire arriveranno... spero :roll:


"E tutto insieme, tutte le voci
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita".
~ Hermann Hesse - Siddharta ~

Grazie LOST !
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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: dom lug 19, 2009 11:42 am 
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WongKarWai ha scritto
melusina ha scritto
Sarà per questo che il punto cardinale più frequente che si sente nominare nella serie è il Nord? Adesso, con la maratona, avevo pensato proprio di segnarmi quante volte viene nominato il Nord e poi, per me, quella bussola di Locke deve significare qualcosa, almeno credo... :blink:

Straordinario! L'acqua e il Nord. :esalt: È un argomento da approfondire...



Riprendendo il discorso iniziato sull’acqua da Wong e su quello che simbolicamente può significare, ma anche sul Nord, volevo farvi partecipi di questa immagine, che ho trovato in rete, imbattendomi in alcuni Arcani Maggiori dei Tarocchi, che – a livello simbolico - descrivono un vero e proprio “viaggio” di conoscenza interiore:


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Si tratta di una figura femminile, seduta in trono e chiamata “La Papessa”: è la seconda carta dei Tarocchi, o Arcani maggiori, che comprendono varie figure simboliche a partire dal Bagatto, del quale avevo già parlato nel topic “Simboli ecc.” a proposito del numero otto, così ripetuto e ricorrente in LOST e presente nel copricapo del Bagatto in una forma rovesciata che può anche rimandare al simbolo dell’infinito.


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Il Bagatto, quindi, la prima figura dei Tarocchi, è simbolicamente messo in relazione al principio creativo, maschile, attivo, energetico e razionale mentre La Papessa, che segue l’ ”Uno” e deriva dall’ “Uno”, è simbolicamente messa in relazione al ”Due”, il principio femminile, passivo, istintivo ed intuitivo: è l’altra faccia della Creazione.

Non a caso il Bagatto è collegato anche all’eroe della mitologia greca Prometeo che, trasgredendo agli ordini divini, ruba il fuoco sacro agli dei per darlo agli uomini. Come se la trasgressione fosse alla base del cammino evolutivo dell’individuazione personale.

Le prime due carte dei Tarocchi, quindi, ci riportano subito al concetto di “dualità”, che io ho sempre visto presente in LOST, fin da quando ho esaminato “I giochi” e che è stato confermato dalla chiusura della quinta stagione. La legge degli opposti, in sostanza, caratterizza tutto ciò che esiste: “Tutto ha due facce, tutto ha due poli, tutto ha la sua coppia di opposti, uguale e disuguale sono la stessa cosa”.

(Kybalion: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Kybalion)

Da qui la conclusione che gli opposti non si escludono a vicenda ma esistono l’uno in virtù dell’altro: maschile, femminile; destra, sinistra; sopra, sotto; bianco, nero; Nord, Sud, good guy, bad guy :;)2: secondo un ritmo pendolare che a noi lostiani evoca sicuramente qualcosa di particolare e che può esprimere la tensione che c’è nell’animo umano a raggiungere l’equilibrio interiore tra due spinte contrarie.

Nel guardare la carta, ci si accorge subito che ci sono riferimenti puntuali al simbolismo presente in LOST, come il velo che indossa la Papessa, messo in collegamento col velo di Iside, la prima dea del pantheon egizio; il pavimento a scacchi bianchi e neri; il simbolo del Tao con lo Yin e lo Yang inciso sul libro della conoscenza, con i trigrammi de “I Ching”, che ritroviamo ripresi dal logo della Dharma Iniziative.

Ma ancor più stupita sono rimasta nell’imbattermi in un’altra versione della seconda carta dei Tarocchi, che vi riporto:


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Quando l’ho vista sono davvero rimasta così :shock: :shock:


Mi sembra che in questa carta che diventa “La Sacerdotessa”, ci siano ancor più corrispondenze simboliche della “Papessa” tradizionale ad alcuni precisi riferimenti simbolici che incontriamo in LOST, che proverò ad esaminare.

Innanzitutto i molti simboli bipolari, rispetto alla precedente: le due colonne del tempio che sono ai lati della sacerdotessa e che vengono situate secondo la Bibbia all’entrata del Tempio di Salomone:

Le colonne ricordano anche quelle di Ercole che, su quello che oggi è lo stretto di Gibilterra, ammonivano a non superare il limite del mondo conosciuto, così come avverte la Sacerdotessa velata, all’ingresso del Tempio. Sono le colonne del Tempio di Salomone: quella di destra era detta Jakin (Potenza di Dio) e rappresenta la forza solare, positiva, maschile Yang e quella di sinistra era detta Boaz (Forza di Dio) e rappresenta la forza lunare, negativa, femminile Yin. E tra le due colonne, fra la Potenza e la Forza troneggia la Sacerdotessa, la guardiana della “porta” del Tempio”.Rif: Giovanni Pelosini, “I Tarocchi Aurei” (Editoriale Il Mosaico, De Agostani, Novara 1997).


Ci tengo a sottolineare, visto che sono una donna :roll: , che positivo/negativo nella simbologia ermetica non hanno il valore che siamo abituati a dar loro noi occidentali: si tratta solo di forze energetiche contrapposte, ugualmente importanti perché per esprimersi al meglio non possono prescindere l’una dall’altra. Quindi non sono in contrasto, ma complementari: l’una non esisterebbe se non ci fosse l’altra, così come il nascere della luce del giorno non si potrebbe apprezzare se non ci fosse il finire dell’oscurità della notte.

Ma nella tradizione ermetica, le due colonne rappresentano anche i solstizi, estivo ed invernale: nel solstizio d’estate (tropico del Cancro) il Sole raggiunge il suo culmine e comincia il cammino verso il basso, verso l’ombra, mentre nel solstizio d’inverno (tropico del Capricorno), il Sole è al punto più basso ed inizia il suo percorso verso l’alto, verso la luce.

“Il segno del Cancro (a cui è associata la carta) è la sede del Solstizio d’Estate, ovvero della prima delle due “porte”, quelle che permettono l’accesso alla manifestazione individuale”.


Saranno queste le porte o ingressi di cui parla la Hawking? Può essere che per tornare sull’isola sia stato indispensabile cogliere in maniera sincronica l’apertura di una di queste porte?

Nel simbolismo cinese il solstizio d’estate corrisponde al trigramma “Li” (fuoco), al sole e alla testa, mentre il solstizio d’inverno corrisponde al trigramma K’an, (acqua), all’abisso, ai piedi: il primo parla della fine del principio Yang e il secondo dell’origine della sua crescita. Nel primo caso un movimento ascendente, nel secondo discendente. In India il solstizio d’inverno apre la deva-yana, la “via degli dei”, mentre il solstizio d’estate apre la pitri-yana, la via degli antenati, corrispondenti alle porte degli dei e degli uomini”.http://robynoro.altervista.org/net/astrologia/elementi/punto/equinozi/equinozi.htm

E vi riporto anche quello che scrive il metafisico francese Renè Guenon, nel suo “Il Re del Mondo”, in cui si è occupato di Agarthi, nonché dei solstizi:

“…La nozione delle due “porte solstiziali si trova in modo esplicito nella mag¬gior parte delle tradizioni e le si attribuisce una considerevole importanza simbolica.

La porta d’entrata è talvolta designata come “porta degli uomini”, i quali possono in tal caso essere iniziati ai “piccoli misteri” oppure semplici profani, poiché non hanno ancora oltrepassato la condizione umana; e quella d’uscita è allora designata, per opposizione, come “porta degli dei”, per la quale cioè passano solo gli esseri che hanno accesso a stati supra-individuali... la “porta degli dei” è posta a nord e rivolta a est, sempre visto come il lato della luce e della vita, e... la “porta degli uomini” è posta a sud e rivolta a ovest, similmente visto come il lato dell’ombra e della morte; vengono così esattamente determinate le due vie permanenti, l’una chiara e l’altra oscura, del mondo manifestato; attraverso l’una non vi è ritorno (dal non-manifestato al manifestato); attraverso l’altra si può ritornare”.


Sarà per questo che il Nord è così citato in LOST tra i vari punti cardinali? Perché simboleggia il “viaggio evolutivo” dallo stadio imperfetto della condizione umana (Sud), con tutti i suoi limiti e passioni a quello del perfezionamento di sé, attraverso il riconoscimento e quindi superamento di questi limiti (Nord)?

Continua Guenon:

«...al solstizio d' Estate, il segno del Cancro, domicilio della Luna (in fondo alle Acque), è la porta delle migrazioni discendenti delle anime (dal polo Sud); si può dire che è la porta degli inferi (stati inferiori), mentre il Capricorno è la porta dei Cieli (stati superiori). Il conduttore delle anime che ascendono e che discendono è Ermete psicopompo, Anépu (Anubis) egizio, "la guida dei cammini d'oltre tomba" ».

Ora, ricordiamo tutti quanto sia importante il riferimento alla cultura egizia in LOST, in una maniera che a me è sembrata sempre decisamente nuova, rispetto a quella usata dalla cinematografia perché insiste su un unico concetto fondamentale, al di là di tutta la letteratura cinematografica più ovvia basata sugli egizi: insiste sul concetto di tempo ciclico per cui non c’è un inizio e non c’è una fine, ma un passaggio da uno stadio all’altro e poi ad un altro ancora, in un cammino che può essere evolutivo/in avanti oppure involutivo/all’indietro.

E questo ci riporta anche là da cui era iniziata la ricerca dei riferimenti simbolici di LOST e cioè alla cultura Maya e alla fine del ciclo, da loro prospettata per il 2012. Ci sarà anche questa profezia nelle menti degli autori di LOST?:

«I Maya, come è noto, fondavano il loro calendario e la loro mitologia sul pianeta Venere. Questa scelta sarebbe dovuta ad un fatto particolare: come eredi di conoscenze della "civiltà ancestrale", essi sapevano che, in realtà, le catastrofi che periodicamente affliggono il nostro pianeta, provocando la scomparsa di intere culture, non sono legate soltanto a remoti avvenimenti galattici (i quali semmai possono configurare delle aggravanti), ma dipendono da un ciclo radicato nel nostro sistema solare.
Ogni 12.000 anni, all' incirca, avverrebbe una particolare combinazione cosmica: un periodo di perturbamento delle macchie solari, una particolare posizione di Venere e un allineamento astronomico ben preciso, il cui effetto combinato provocherebbe grandi sconvolgimenti climatici. Questo evento si ripeterà, la prossima volta, nel solstizio d'inverno del 2012, quando il Sole si troverà a sorgere sullo sfondo della costellazione del Sagittario, intersecando la Galassia.
L'incrociarsi della Galassia con l'eclittica al solstizio è un evento astronomico assai raro e singolare, e per la mentalità degli antichi assumeva come significato l'aprirsi delle porte del cielo. Il fatto ancor più particolare è che questa "lacerazione cosmica" verrà ad aprirsi su un punto oscuro della Via Lattea, nel quale la cintura di stelle appare interrompersi perché velata da nubi interstellari. Questa nera fessura era interpretata dai Maya come l'utero della Dea Madre ancestrale, che genera ad ogni ciclo una nuova epoca».

http://www.mondimedievali.net/Cantosirene/Sanleonardo.htm

Ma torniamo alla carta.
I riferimento all’Egitto sono anche collegati al potere dell’acqua: infatti, proprio durante il solstizio d’estate, le acque del Nilo cominciano a crescere tanto che il fiume si trasforma in mare, allagando i campi e portando refrigerio alle terre, riarse e desiderose di frescura:


E’ alla figura di Iside, dea del mare, rappresentata spesso con la falce lunare e il disco solare sulla testa che questa figura si ispira.
E forse non è un caso che il Tempio di Philae, che gli Egizi avevano dedicato alla dea Iside sia oggi parzialmente sommerso dalle verdi acque del fiume Nilo”.

E la Sacerdotessa – sul cui sfondo compare la Luna, attributo di Iside - presenta proprio il cosiddetto “nodo d’Iside” sul petto, ma soprattutto stringe con la mano destra la chiave Anch, o chiave della vita che abbiamo trovato nella Statua di LOST e che era principale attributo della dea.

Con la mano sinistra, invece stringe un rotolo di papiro, simbolo di conoscenza, fin dai tempi della cultura egizia, il cui contenuto è da lei celato e custodito, perché non a tutti sarà dato leggerne i segreti.
Lei mette in guardia gli incauti che intendono entrare nel Tempio ed avverte che, superata la porta, non si può tornare indietro, perché il cammino dovrà proseguire in avanti, o verso l’ascesi o indietro, verso la caduta: fermi non si può stare:

è forse questa la “strada” di cui parla Daniel Faraday”?

una strada, già tracciata, con un inizio ed una fine temporali, sulla quale si può procedere però solo con coscienza ed onestà, migliorandosi ed elevandosi spiritualmente, se pur in un destino non comprensibile all’uomo. Oppure regredendo e “tornando indietro”, ma solo per ricominciare e tentare di nuovo.

Il segno del Cancro, secondo l’autore de “I Tarocchi Aurei”, è messo in relazione non solo all’acqua, ma anche alla madre e alla casa, all’anima. Sulla sinistra in basso, infatti, la carta riporta il simbolo di Beth che, nell’alfabeto ebraico, ha il significato proprio di casa e noi sappiamo che “il tornare a casa” è l’ossessione di Jack :ghghgh:
Ma “la casa” di cui sentiamo parlare spesso nella serie (“Casa dolce casa”, mi sembra non solo da parte di Sawyer, ma anche di Ben) potrebbe essere simbolicamente riferita alla propria vita interiore, all’anima, alle proprie radici spirituali?

La madre e l’essere madre, il tornare a casa e l’acqua sono simboli costanti in LOST ed anche nella tradizione egizia, sappiamo che i sacerdoti di Iside usavano l’acqua per riti di purificazione e catarsi e non stupisce a questo punto trovarla nella puntata della quinta in cui Ben, nel Tempio, fa scorrere l’acqua perchè non più pura, forse simbolo del bisogno di lavare la sua anima, non proprio così pulita… :ghghgh: .

Così come alla prima carta (Il Bagatto) era abbinabile l’elemento Fuoco, in quanto scintilla iniziale, alla Sacerdotessa si addice l’abbinamento con l’elemento Acqua, femminile per eccellenza e simbolo, come la falce di Luna che appare in cielo, di quella divina sensibilità che spesso anche i più profani sanno riconoscere come intuito femminile, poesia o arte. Ecco perché le colonne, il trono e la Sacerdotessa stessa sembrano emergere dall’acqua, con la quale quasi si fondono. E’ la sacra Acqua primordiale, madre ed origine di tutte le cose.
Il Tempio è rappresentazione dell’Acqua stessa (ovvero della stessa figura femminile): un elemento che è capace di accogliere maternamente, ma anche adattarsi e lasciarsi trasportare. L’acqua è vita, guarigione, purificazione, rinascita, conoscenza e, come riporta la Bibbia, saggezza: “… la fonte della sapienza è un fiume in piena (Proverbi XVIII, 4).””.



Bene, mi fermo qui, sperando che la Sacerdotessa via sia piaciuta tanto quanto è piaciuta a me...

E' una ricerca che ho fatto molto tempo fa, quando avevo più tempo.
A questo proposito, mi scuso con Lebennin perché non ho potuto dedicarmi a lei e alla sua domanda sugli Illuminati, con Agarthi al quale avevo promesso un approfondimento sul Bagua e con Wong che mi aveva tentato molto sull’approfondimento simbolico di una spilla, ma i nuovi sopraggiunti impegni di lavoro mi hanno un po’ bloccato e purtroppo sono anche costretta a lasciare il forum almeno per un bel po’. Che dispiacere per la “Maratona”… :cry3:

Saluto tutti quindi e mi auguro di potervi ancora leggere presto; mi mancherete tanto, ma spero di poter tornare più in là con qualche altra “ricerca di melusina”.

Vi voglio bene, tanto.
melusina/Francesca
:bye1:


"E tutto insieme, tutte le voci
tutte le mete, tutti i desideri,
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tutto insieme era il mondo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: lun lug 20, 2009 3:07 pm 
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Iscritto il: dom set 02, 2007 1:25 pm
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Grazie mille per le tue ricerche, Francesca.
Molto interessante la parte della Sacerdotessa. Sarei proprio curioso di sapere se, una volta finita la 6 stagione, gli autori ci dicano da quali elementi hanno preso spunto per scrivere questa storia. Perchè credo che tutte le cose che hai elencato tu e gli altri "studiosi" non possono essere solo delle coincidenze.

A presto quindi, cara Francesca. Aspetto con ansia altre tue ricerche!

Ste :bye1:


"Non ditemi che non lo posso fare!"

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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: mar lug 21, 2009 11:10 am 
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Iscritto il: lun mar 24, 2008 5:03 pm
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:shock: :shock: Melusina sei fenomenale!! Quante notizie, quanti riferimenti. Complimenti davvero! :piacere:


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"Do you think we crashed on this place by coincidence?" "It's destiny"
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 Oggetto del messaggio: Re: Destino e libero arbitrio
MessaggioInviato: mar lug 21, 2009 11:28 am 
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Melusina è una degli autori di Lost! Il suo lavoro è rimasto all'oscuro fino ad oggi... :slip:

Cara Melusina hai fatto una ricerca incredibile, un ottimo lavoro complimenti! :yes:



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Jack: Sono passati 6 giorni è ancora stiamo aspettando. Aspettando che arrivi qualcuno. E' se non arriva nessuno? Dobbiamo smettere di aspettare. Dobbiamo sistemare le cose da noi. Una donna è morta stamattina dopo essere andata a nuotare. Lui ha tentato di salvarla e voi lo linciate? Non possiamo fare cosi, il proverbio "ognuno pensi per se" qui non vale niente. E' ora che ci organizziamo. Dobbiamo capire come si sopravvive qui. Ho trovato dell'acqua potabile nella valle. All'alba vi condurrò un gruppo. Se non volete venire trovate un'altro modo per contribuire. La settimana scorsa non ci conoscevamo. Ma ora siamo in questo posto, e Dio solo sa quando dovremo restarci. Ma se non possiamo vivere insieme... moriremo da soli.
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