THE OTHER WOMANUna puntata che aggiunge poco o nulla a quello che già sapevamo, e che come durante la prima visione, ha il difetto di venire subito dopo "La Costante", uno degli episodi migliori di LOST. Credo comunque che anche senza quest'eredità rimane un capitolo poco riuscito della serie, fatto soprattutto perché i "poveri" creatori hanno l'obbligo di fare una ventina di puntate a stagione, e quindi sono costretti a creare questi piccoli momenti di passaggio. (Ovviamente quando scrissero "The Other Woman" non sapevano che ci sarebbe stato lo sciopero degli sceneggiatori).
Vedere Juliet insieme a Goodwin non fa molto effetto, e neppure scoprire che quest'ultimo era già sposato con Harper, la terapista, non rende più interessante la puntata. La gelosia di Ben e l'incredibile cambiamento che può avere la sua personalità tengono un po' in piedi i flashback.
Il viaggio di salvataggio verso la stazione Dharma La Tempesta di Daniel e Charlotte, dalla quale probabilmente è partita la purga,
Il momento migliore se lo giocano proprio Ben e il solito Locke. Quando Terry O'Quinn e Michael Emerson sono insieme, la loro recitazione dà davvero molto alla serie. Attraverso una piccola cassetta nascosta nella classica cassetta di sicurezza dietro ad un quadro, veniamo a conoscenza di chi c'è dietro a questa spedizione per catturare Ben. Un volto a noi molto noto.
Charles Widmore.
Rimane il viaggio verso la stazione Dharma "La Tempesta" di Daniel e Charlotte, nel tentativo di disinnescare il meccanismo attraverso il quale 12 anni prima gli Altri hanno compiuto la Purga. Abbastanza interessante, anche se di poco conto.
Questa maratona ammetto che mi ha finalmente aperto un po' gli occhi, e mi ha permesso di vedere la serie con occhi un po' più critici e non con quelli di un fan che non ammette gli errori del suo programma preferito. LOST rimane probabilmente la serie migliore di tutti i tempi, e anche con puntata decisamente poco riuscite come The Woman o Fire+Water, rimane un capolavoro.
JI YEONAgli sceneggiatori di LOST piace prenderci in giro, e in questa puntata ci riescono benissimo. Quando si pensava di aver visto tutto, flashback e flashforward, loro li mettono insieme.
Scopriamo chi è l'ultimo Oceanic 6, Sun. La vediamo incinta, prossima al parto. Viene portata in ospedale, chiama il marito, e subito dopo la scritta LOST, appare ovviamente Jin, intento a cercare un peluche di panda per la sua piccola creatura, almeno così pensiamo.
Sun partorisce. Jin corre verso l'ospedale, e la musica di Giacchino sembra presagire un grande abbraccio, uno di quei bellissimi momenti della storia d'amore tra i due coreani. Invece Jin si trova nel 2000, nell'anno del dragone (un piccolo dettaglio con il quale gli autori ci dicono da subito che parliamo di due periodi distinti) incaricato da parte del signor Paik di consegnare un dono all'ambasciatore Cinese, appena diventato nonno.
Diventa ancora più doloroso quindi il momento in cui Sun, insieme alla piccola Ji Yeon e Hurley, va a trovare il marito al cimitero.
La nave è teatro di grandi avvenimenti. L'elicottero "sparisce", insieme a Lapidus, Keamy e la sua piccola armata. Conosciamo il capitano, che nonostante la diffidenza di Frank, e di un biglietto misterioso, sembra essere in gamba. Per finire scopriamo chi è la spia di Ben. Con grande maestria il regista ci rivela lentamente un certo Kevin Johnson, l'inserviente. Ma quando esce dall'ombra del corridoio ed appare di fronte al dottore, Desmond e Sayid, riconosciamo quel volto, un po' consumato, cambiato, ma perfettamente riconoscibile ci porta un altro colpo di scena: è Michael.
Sull'Isola invece Jin scopre del tradimento della moglie, dopo che Juliet prova a fermarli dal loro viaggio verso Locke. Ma un grandissimo Bernard, dopo essersi confidato, dice qualcosa che in LOST trovo abbia un enorme significato.
You make bad choices, bad things happen to you. But you make good choices, and then good....Jin torna da Sun, e invece di essere arrabbiato con lei, capisce che è colpa sua se le cose sono andate come sono.
I know why you did it. I know the man... I used to be. Before this island, I withheld my affections... And I know... that whatever you did... you did to that man. His actions caused this. So I forgive you.
Un altro piccolo grande momento della serie, in cui emergono la forza dei sentimenti tra le persone e l'umanità dei personaggi, che in questo viaggio verso la redenzione intrapreso sull'Isola, ammettono i loro errori.
MEET KEVIN JOHNSON Rivedere Michael nella puntata precedente è stata una grande rivelazione per tutti. Ovviamente apriva molte domande, e conoscendo gli autori di LOST, le risposte le avremmo trovate chissà quando. Invece ci hanno deliziato con un piccolo regalo, un fantastico episodio che con un lungo flashback ripercorre il ritorno al mondo reale di Michael. Come per gli Oceanic 6 però, vedremo che sarà caratterizzata da tristezza e dolore.
Come detto prima Michael non se la passa molto bene. Dopo un fallito disperato tentativo di suicidio, scopriamo che, colto da enormi sensi di colpa, non è riuscito a tenersi dentro il peso dei due omicidi commessi sull'Isola, ed ha quindi rivelato a suo figlio Walt questo terribile segreto, riuscendo così soltanto ad allontanarlo.
Riprova a riavvicinarsi a lui, ma sembra ormai troppo tardi. Ritenta a togliersi la vita, ma proprio prima di premere il grilletto di una pistola ottenuta vendendo quell'orologio che Jin gli regalò sulla zattera, un uomo lo ferma. Ovviamente si tratta di qualcuno a noi noto, come spesso succede in LOST. Si tratta di Tom che, oltre a riferirgli che ha bisogno del suo aiuto, ci dà un altro piccolo indizio sui poteri dell'Isola.
I got some bad news for you, amigo. You can't kill yourself. The Island won't let you!Eravamo già a conoscenza di quello che l'Isola è in grado di fare, ma vedere il suo "effetto" anche nel mondo esterno, è stato davvero un grande momento. Questo potere si ripresenterà qualche puntata dopo, sempre in presenza di Michael. Sembra quasi che all'Isola piaccia giocare con il destino delle persone, soprattutto di colori che sono i personaggi della storia da lei narrata.
Scopriamo così a poco a poco come Michael finisce sulla nave, ma prima di tutto questo, abbiamo la conferma che è stato Widmore ad inscenare l'incidente del volo 815 nella Sunda Trench.
Quando Michael termina il suo racconto, sembra quasi che negli occhi di Sayid ci sia compassione. Invece niente di più sbagliato. L'iracheno lo porta di peso dal capitano, e rivela la vera identità di Kevin Johnson.
This man is not who you think he is. He was a passenger on Oceanic Flight 8-1-5. I spent two months with him on the Island before he betrayed us. This is the man who sabotaged your radio room. He destroyed the ship's engine, and his name isn't Kevin Johnson. It's Michael Dawson, and he's a traitor.L'episodio termina con Karl, Rousseau e Alex diretti al tempio, l'unico posto sicuro sull'Isola. Ma sul loro cammino incontrano qualcuno, e per i primi due saranno gli ultimi momenti sull'Isola. Alex rimane da sola, circondata da chissà quale pericolo e soprattutto da chi. Non può fare nient'altro che arrendersi.
Wait! Wait! Don't! I'm Ben's daughter! I'm his daughter!
LOST