The Cost of Living (III.5).Eko teneva al benessere di Yemi al di sopra di ogni cosa. E’ per questo che ritengo ingiusta la sua fine (anche se ne conosco il motivo reale). Quanto mi fa soffrire l’ingiustizia che ha dovuto sopportare, come confessarsi per colpe di cui è solo marginalmente responsabile.
It is time to confess.
To be judged, brother.
Questo per me è realmente troppo, che cosa può confessare, di cosa può essere giudicato. A modo suo ha espiato le colpe brutali di cui è responsabile, ha pagato il suo conto evolvendo e cambiando. E’ un uomo nuovo, calato nella parte, autentica, del prete, ma ciò per lui non basta, per Eko non è sufficiente.
Il funerale vichingo, accompagnato da un dolce swing, offre a Jack un’opportunità, parlare con Ben del suo tumore e rivelarsi per ciò che è: un chirurgo spinale. Ben lo sapeva, ma pare indisposto da questa nuova dimensione. E’ attonito, in modo innaturale. Lui che governa tutto si ritrova scoperto.
Recupererà, ovviamente, sottolineando quanto Juliet somigli alla sua ex-moglie, rendendo evidente che sono loro a gestire il gioco e ogni possibile percezione di confidenza è solo l’illusione di condurre il gioco. E’ solo la parvenza di un rapporto paritario, lui è prigioniero e loro lo posseggono con sottili strategie.
No, I want you to want to save my life.
L’espiazione di Eko inizia quando entra in chiesa e guarda il Cristo e poi lo sguardo cade sulla Bibbia di Yemi, si vede è chiaramente che è pentito, soffre, non comprende perché lui è li e Yemi è ferito sull’aereo dei narcotrafficanti. La musica di Giacchino aiuta a comprendere. La comparsa di Amina, innocente e vitale, rafforza la tensione della scena. Ma Eko incontra i suoi fantasmi, materializzati, nella jungla. Il suo cammino è un cammino di morte. Il fumo giudicatore lo assedia anche se si ritrae.
La dinamica che lega Locke a Eko è realmente misteriosa, John ha la collanina di Yemi, il suo cadavere è scomparso. Ci daranno mai lumi su questo evento, ci permetteranno mai di capire che cosa realmente sia accaduto. Intendo dire, se è la nemesi di Jacob che si è appropriata delle fattezze di Yemi, che se ne fa di un cadavere decomposto e per giunta bruciato?
La narrazione arriva ad una svolta, il video che Juliet mostra a Jack lo invita a scegliere, può decidere come comportarsi, può, per la prima volta, cambiare il corso degli eventi. La scelta è sua. Incredibile! Comincia qui il dilemma tra libero arbitrio e destino. Se Jack vuole può uccidere Ben e cambiare il corso degli eventi. Nessuno se ne accorgerà.
Intanto il destino di Eko si avvicina al compimento.
Are you ready, Eko?
…
I ask for no forgiveness, father.
For I have not sinned.
I have only done what I needed to do to survive.
Che grandiosa ammissione colpa pur conservando la propria dignità! Ma, per quanto le parole di Eko vengano dal cuore e siano il vero segno del suo pentimento…
You speak to me as if
I were your brother.
L’incarnato di Yemi si rivela per ciò che è un’entità vendicativa e brutale che non contempla il perdono. Non c’è via salvifica, ciò che è fatto è fatto.
I Do (III.6).Per fortuna che una Kate in versione teen ager ci risolleva il morale sprofondato con la chiusura dell’episodio precedente. Ma anche in questo caso, scopriremo, non son rose ne fiori. La sua vitale sensualità sarà solo un guizzo momentaneo, anche se, francamente, apprezzabile. Monica. Quante identità, povera Kate, per sperare in futuro normale che non le era evidentemente proprio.
La dinamica: Jiuliet carceriera e Kate e Sawyer prigionieri, è francamente sconcertante alla luce di quanto si vedrà nella V. Il regime di Ben, basato sul terrore e non sul consenso unanime sta lentamente emergendo. Per quanto piccola sia la comunità e per quanto ferocemente siano trattati i suoi dissidenti, qualcosa cova nell’ombra. Tutti paiono obbedire, ma il pubblico già sa di Juliet e del suo intento regicida. Ma la commedia avanza e Juliet sequestra Kate minacciandola con l’intento di nuocere a Sawyer. Da brava soldatina, Juliet porta Kate da Jack per convincerlo ad agire.
You have to do it.
What?
This thing that they told you to do,
this operation.
…
They're gonna kill sawyer.
Il funerale di Eko è realmente dimesso, ma…
Lift up your eyes and look north…
Ultima interazione tra Eko e Locke. Avremo in futuro qualche spiegazione di questo evento?
Che bello il momento in cui finalmente Kate e Sawyer riescono a toccarsi e a sentirsi, da quanto aspettavamo un momento simile. La musica di Giacchino riesce a renderlo superbo e unico. Finalmente queste due anime tormentate, indecise e separate si uniscono. Un momento magico.
Il potere dei monitor di Ben riesce a rompere il magico incantesimo. E come al solito ottiene quel che aveva diligentemente pianificato.
My name's not Monica!
I love you.
But I can't stay.
Jack rovescia la situazione a suo favore con un geniale colpo di scena.
…Kate damn it run!
Not in Portland (III.7).Ben è nelle mani di Jack, la sua sopravvivenza è legata alle sue decisioni. Per una volta non può macchinare ne ordire strategie di uscita. O almeno ci si potrebbe ragionevolmente illudere che così sia.
Un flash back di Juliet ci permette di cominciare a comprendere come lei sia incastrata nel mondo degli Altri. Le sue capacità sono necessarie e nulla può fermarli, otterranno la sua collaborazione ad ogni costo. Anche ricattandola con la possibilità di sopravvivenza della sorella affetta da un tumore. Simpatici vero?
Vedere Richard nei panni del manager che intervista Juliet è, oggi, veramente simpatico. La presentazione della Mittelos BioScience è veramente scadente e poco attraente per un candidato geniale come Juliet, ma le slide che seguono alla squallida presentazione aziendale (è imbarazzato anche Richard) riescono a catturare la sua attenzione professionale. E cominciano ad intendersi…
If he were hit by a bus.
Ultime parole che troveranno un vero conforto concreto. Qualcosa ci dice che Juliet si è imbattuta in un’organizzazione che si presenta male, anche perché mente, ma è realmente potente, anzi onnipotente.
Aldo sta leggendo “A brief history of time” di Stephen Hawkings, la prima vera citazione scientifica che anticipa il futuro della serie. Le pagine che sta leggendo e sottolineando sono relative alla teoria dei buchi neri e alla dimensione dell’orizzonte degli eventi. Devo dire che qui ho avuto un soprassalto. Vedere che la serie che amavo cominciava a fare appello alla fisica teoretica mi ha realmente stregato. Era veramente la serie che faceva per me. Aldo avrebbe potuto leggere un qualsiasi libro, come già avevamo visto in precedenza, ma, in concreto leggeva un libro divulgativo di fisica teoretica e ciò era semplicemente superbo. Era l’inizio di qualcosa che si sarebbe rivelato strepitoso e conforme ai miei interessi. Inoltre metteva sull’avviso: non tutto era soprannaturale, qualcosa si riferiva alla scienza condivisa.

Il lavaggio del cervello di Karl è in piena sintonia con Arancia Meccanica, evidentemente una citazione, ma anche un avviso: nella società degli Altri è meglio conformarsi che essere un outsider.
Devo ammettere che nel momento in cui si avvera l’involontario desiderio di Juliet e l’odioso e squallido ex-marito finisce spiaccicato dall’autobus ho riso veramente di gusto. Che bello si era liberata di quel mostro e finalmente poteva muoversi genialmente con le sue gambe. Ma… noi sappiamo! La china della “salvezza” in Lost è sempre perigliosa.
Il dialogo tra Kate e Jack con il walkie talkie è realmente toccante, la prima cesura è compiuta. Ora tutto sarà diverso, Jack pare essere fuori dal gruppo, isolato, solo, in corsa verso i suoi obiettivi. L’equilibrio della comunità è rotto, il capo non torna. Ma anche un amore è apparentemente in pericolo e un momento di trionfo si trasforma in un momento di cordoglio.
Il legame tra Jack e Juliet si stringe anche se con una punta di disarmo.
He said that if I let him live
…and I helped you…
…that he would finally
let me go home.
…Lost
Deep…