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La parte di questo episodio, che si chiude con Jack che urla a Kate di scappare e non pensare a lui, è sempre stato per me un momento di grandi emozioni sia perché mi ha riportato in un attimo là… al pilot e alla “
ricetta sulla paura”(che poi, quando l’abbiamo ascoltata di nuovo nella quinta, abbiamo capito da “dove” proveniva quell’insegnamento a Jack) ma anche perché per me è questo il punto cruciale in cui vengono riassunti tutti i sentimenti che i nostri avevano provato da quando erano arrivati lì, sull’Idra e soprattutto “la svolta” che ognuno di noi aspettava da tanto.
Prima di andare avanti però, mi voglio soffermare proprio sul nome di questa Stazione Dharma, sicuramente non scelto a caso, così come non è un caso che la Stazione medica si chiami “
Caduceo”, come il bastone di Asclepio, dio della medicina.
La Stazione dell’Idra,
di cui una parte è sulla terraferma ed una parte sott’acqua, ha il logo che rimanda al mito dell’Idra, il mostro a più teste che funestava la città di Lerna.
Il mito s’incrocia con quello di Eracle, l’Ercole dei Romani, l’eroe solare ricordato per le sue “
dodici fatiche” di cui la seconda vede proprio l’uccisione dell’Idra.
Ecco, magari può essere interessante riflettere sul simbolismo del mito, che ha diverse versioni tra le quali ho scelto quella che mi piaceva di più.
E allora, Eracle – che era famoso per il suo coraggio e la sua forza – viene chiamato dalla città di Lerna per uccidere il mostro che viveva in una palude della città e faceva strage di uomini ed animali.
Prima di cominciare a cercare l’Idra, Eracle va da Chirone, il centauro metà uomo e metà cavallo che gli era maestro, chiedendogli cosa dovesse fare per uccidere il mostro, perché nessuno tra quanti avevano provato ad uccidere l’Idra c’era riuscito.
E Chirone gli parla così: “
Lotta frontalmente e alla luce del sole e chiedi aiuto se non ce la fai; se c’è da inginocchiarti, fallo, ma soprattutto, predisponiti a perdere, perché solo così potrai vincere”.Questo responso sulle prime sembra molto oscuro ad Eracle; figuriamoci se un eroe come lui aveva bisogno di aiuto o addirittura si doveva predisporre a perdere… però, fidandosi ciecamente del suo maestro, l’eroe si mette comunque in cammino alla ricerca del mostro, alla volta di Lerna.
Arrivato alla palude, non riesce subito a trovare l’Idra, non la vede; poi si accorge che sta dentro una caverna piena di sudicio e di fango e decide così di entrare, affrontando però l’Idra solo
lateralmente, perché non si vuole sporcare; comincia così a tagliare via via le teste più in alto e a lui più vicine, ma per ogni testa che mozza, ne rispunta subito un’altra e deve raddoppiare lo sforzo.
(OT: e qui forse Legolas e gli amanti del Signore degli Anelli come me possono trovare un’analogia con il mostraccio della palude di Moria che Frodo e i suoi incontrano nel loro viaggio).
A quel punto Eracle si ricorda le parole del maestro: “
lotta frontalmente e alla luce del sole” e così capisce che finchè agisce in difesa e nell’ombra non può vincere l’Idra; esce così allo scoperto e costringe il mostro a doversi mostrare, ma l’impresa diventa ancor più difficile perché a quel punto l’Idra fa uscire tutte le teste insieme che si moltiplicano con una rapidità impressionante non appena Ercole le taglia via.
La lotta sembra impossibile.
A questo punto Eracle sta per rinunciare all’impresa, predisponendosi a perdere, ma ricordando le parole di Chirone “
solo l’aiuto di un vero amico ti potrà savare”, riconosce che non può farcela da solo e va a chiamare Iolao, suo nipote ed amico fidato che accende un fuoco e non appena Eracle mozza una testa al mostro, lui subito la raccoglie e le dà fuoco cauterizzando la ferita e non permettendo alla testa di rigenerarsi.
Quando i due stanno per tirare un sospiro di sollievo perché le teste sembrano finite, Eracle si accorge che la testa centrale è più bassa delle altre e lo sfida a scendere giù… in basso e ad esporsi molto più che con le altre ed ancora una volta l’eroe si ricorda le parole di Chirone: “
se c’è bisogno, inginocchiati”.
E così fa: si inginocchia nel fango della palude e stacca di colpo l’ultima testa all’Idra, che non ha bisogno di passare a Iolao perché può sotterrarla subito e non darle il tempo di riformarsi; ne estrae invece il veleno mortale che renderà invincibili tutte le sue imprese future.
Ecco, io penso che non sia un caso che gli Autori abbiano scelto il nome dell’Idra come stazione non completamente sott’acqua, ma tra l’acqua e la terraferma, dove i nostri tre eroi devono subire davvero la prova più difficile che capita a loro… non mi sembra che abbiano avuto prove più difficili di questa prima di allora, però secondo me la superano non solo lottando con coraggio ed essendo diretti a differenza di Ben che agisce lateralmente

, ma soprattutto riconoscendo che non potranno farcela da soli, ma dovranno aiutarsi al di là dei personalismi e degli interessi personali.
Quindi
ognuno di loro cede in qualcosa per il bene dell’altro:- Jack cede a Ben e lo opera per salvare Kate e permetterle una nuova vita con Sawyer;
- Kate cede a Ben e a Pickett per salvare la vita di Sawyer;
- Sawyer cede a Pickett e si inginocchia nel fango (!) per salvare la vita di Kate.
Ecco, io l’ho vista così, forse sempre più da Santa Rosa... ma mi sembra che ognuno di loro, per amore, cede in qualcosa di personale per il bene di chi ama.
Beh, tutto questo per dire che forse LOST ci ha preso così tanto perché dimostra un approfondimento incredibile anche di queste tematiche mitiche che non possiamo ritrovare in tutti i telefilm, anche perché gli altri telefilm non hanno per autori Lindelof e Cuse

e quindi non possono che essere semplici telefilm….
Bene, spero che questo piccolo approfondimento vi sia piaciuto; a questo punto forse non è nemmeno un caso che l’unica stazione che va a fuoco si chiami “Fiamma”…
Ciao a tutti!