Deepspaceblue ha scritto
Un flash back di Juliet ci permette di cominciare a comprendere come lei sia incastrata nel mondo degli Altri. Le sue capacità sono necessarie e nulla può fermarli, otterranno la sua collaborazione ad ogni costo. Anche ricattandola con la possibilità di sopravvivenza della sorella affetta da un tumore. Simpatici vero?
Vedere Richard nei panni del manager che intervista Juliet è, oggi, veramente simpatico. La presentazione della Mittelos BioScience è veramente scadente e poco attraente per un candidato geniale come Juliet, ma le slide che seguono alla squallida presentazione aziendale (è imbarazzato anche Richard) riescono a catturare la sua attenzione professionale. E cominciano ad intendersi…
Ultime parole che troveranno un vero conforto concreto. Qualcosa ci dice che Juliet si è imbattuta in un’organizzazione che si presenta male, anche perché mente, ma è realmente potente, anzi onnipotente.
Quest'esperienza di Juliet è stata necessaria per farcela ammirare come è diventata ORA.
Se si percorre indietro la storia di Juliet, partendo da quest’episodio più che dalla caduta dell’aereo, si comprende bene il tipo di evoluzione interiore che ha avuto e quanto sia diventata “libera” da certi condizionamenti psicologici ed emotivi che aveva quando era più giovane e che, secondo me, lei stessa aveva creato. Juliet le “
catene” non le vuole… l’abbiamo visto nella quinta, non le vuole a costo di rischiare di morire.
E invece all’inizio le “
catene” ce l’ha: per esempio, si può vedere qual è il suo atteggiamento nei confronti dell’ex marito e quello che via via assume nei confronti di Ben, i due uomini che in un certo senso hanno segnato la sua vita.
All’inizio, non c’è dubbio che ci appare molto insicura, come dice Faith; anche se è una donna solare, positiva e fiduciosa, probabilmente non crede abbastanza in se stessa ed è stupita lei per prima di quanto sia brava e capace nel lavoro che fa. Questo lavoro presumibilmente l’ha iniziato appoggiandosi al marito, almeno penso… lui l’ha fatta assistente e poi l’ha sposata, mettendole un bel peso di riconoscenza sulla testa. Juliet, da parte sua,
si è fatta sposare; non credo sia possibile amare un tipo come quello… odioso e pure brutto...

Però per Juliet era troppo importante portare avanti le sue ricerche, soprattutto per l’amata sorella.
Poi, arriva la separazione che per Juliet è di nome e di fatto e per il marito solo di nome, visto che – mentre lavora per
plasmarsi un’altra assistente – continua ad avere pretese su Juliet, non dichiarate ma sotto gli occhi di tutti. Lui fa il comodo suo, però lei non può comportarsi ugualmente. Non c’è parità.
Poi c’è l’Isola e Juliet “
cresce”; l’atteggiamento iniziale è sempre uguale, è
l’antico ritorno dell’uguale: lei accetta di raccogliere l’invito di Alpert per continuare i suoi studi, soprattutto per la sorella ed entra in contatto con Ben, un altro uomo, altrettanto potente ed altrettanto odioso, ma per me non altrettanto brutto: ho sempre visto Emerson come un uomo affascinante; magari Sawyer e Jack sono obiettivamente belli, ma Ben ha quel qualcosa che può piacere, almeno per me.
Sulle prime, Ben le deve essere apparso come le era apparso l’ex marito: un uomo che le dava una grande opportunità di approfondire i suoi studi e che l’avrebbe lasciata libera di andare quando avesse finito il suo compito e invece Ben non ci pensa proprio a lasciarla andare… ("Tu sei mia"), così come non ci pensava l’ex marito.
Ed ecco qui lo
scatto di Juliet rispetto all’altro uomo: col marito non sarebbe stata capace di dire di no a quello che lui le chiedeva, con Ben dice di sì, ma poi fa di testa sua; d’altra parte, con Ben non poteva essere sincera… lui non lo era mai stato con lei.
Da quel punto in poi, Juliet lotta per se stessa e in prima persona: lei vale anche se non è sostenuta da uomini potenti; il suo valore non può esserle riflesso come la Luna che riflette la luce del Sole... Juliet è
Sole lei stessa e l'ha capito
strada facendo.
Quindi sceglie e non si fa scegliere, fino alla quinta dove, per la prima volta,
col ruolo di meccanico e non di dott.ssa Burke (e questo per dire quanto contano i ruoli in LOST) fa nascere Ethan… Si vabbè, a noi Ethan non piace, ma se ci pensate è
il primo vero successo di Juliet ed è tutto suo, con l'aiuto ed il sostegno psicologico di Sawyer, che crede in lei e le vuole bene.
In più, nell’ultimo episodio, è lei che decide di sacrificarsi per tutti; non è Sawyer che la perde, è lei che decide di finirla lì e quindi è lei che sceglie in prima persona.
Destino e libero arbitrio qui sono un tutt’uno.Magari è diventata un pò meno solare, meno fiduciosa e positiva; magari si è fatta anche un po’ dura ed apparentemente imperturbabile, ma per me lei
è andata avanti su quella strada di cui parlo da tanto tempo… lei può bastare a se stessa e sentirsi libera davvero; per me non fa niente che ci sia o non ci sia nella sesta; per me Juliet resta la migliore figura femminile di LOST.
Ciao a tutti.
PS: la conferma del come mai mi sia sempre istintivamente piaciuta sta qui:
L’orologio è ottagonale, a forma di Bagua!!!
