Everybody Hates Hugo (II.04).Il paradiso di Hurley e lo strano incontro, con la propria coscienza, in lingua Coreana.
Everyting is going to change.
La pace di Hugo è finita, ora dovrà gestire in modo manageriale la dispensa. E sarà assalito dai suoi fantasmi. Ovviamente, conoscendo Hugo, si tratterà di pensieri “ingombranti” ma molto gestibili. Anche se lo porteranno ugualmente all’esasperazione e al limite di un attentato alle riserve alimentari. Hugo non riesce a sopportare il “peso” del compito; si sente odiato e, per lui, è intollerabile.
Lo sguardo del suo amico, attonito per la scoperta, sarà la peggiore delle condanne per Hurley…
Potrà distribuire tutto, con il beneplacito di Jack, e regalare a tutti un po’ di felicità. Ciò è quanto lui desidera di più.
Lo splendido commento sonoro di Giacchino - un dolce arpeggio di chitarra accompagnata da un violino - farà il resto, regalandoci un altro magico momento di chiusura.
E nessuno più odierà Hugo.
A volte basta così poco per essere felici.
Yeah, man. She’s OK.
…Rose
…And Found (II.05).Apertura morbida, anzi tenera, …Sun e Claire, in riva al mare, fanno il bucato …i loro emissari sono partiti da quattro giorni. Sun ha perso l’anello di Jin. Lei sa di aver sepolto la bottiglia con i messaggi. Sun sa che c’è stato un naufragio, ed è in pena. E la pena cresce quando scopre che ha perso l’unica cosa che ancora la lega a Jin.
Che splendido personaggio Mr. Eko. Sempre pronto a intervenire, sempre disponibile a trovare una soluzione per gli altri. Calmo, placido, meditativo, solidale. Un uomo che rispetto al suo passato ha attraversato leghe di redenzione. Pronto, disponibile, attivo, vivo, presente e solidale. Un vero sacerdote anche se con un passato da vero delinquente. Ha ucciso senza pietà, ma ora è diverso, si è mondato, a modo suo, e ha messo la sua vita a disposizione degli altri. La religione cattolica sarebbe stata molto più docile con lui di quanto non farà l’isola, condannandolo inesorabilmente. Mr. Eko è una delle situazioni che non ho mai compreso. Perché tanta durezza verso un personaggio che aveva compiuto, ancora prima di approdare sull’isola, una completa inversione di marcia sul suo percorso. Perché tanta ferocia verso un personaggio che aveva accettato una perigliosa via di redenzione. L’aveva fatta sua, aveva accettato la “sua croce”. Ma a lui non verrà data alcuna via, non gli verrà concessa nessuna alternativa, morirà dannato per la semplice ammissione di non voler rinnegare il suo travagliato e “altruista” passato. Ancora non mi capacito di tanta arroganza.
Un’altra grande lezione di filosofia di John Locke.
…
Same way anything lost get found.
I stopped looking.
E che splendore quando Jin restituisce la divisa per aver fatto entrare il povero e il suo piccolo, che dignità, all'altezza della semplice nobiltà di suo padre!
La complicità tra Sun e Kate è profonda come l’incontro tra Jin e Sun. La felicità di Sun è la cifra del valore del loro legame.
Lost
Abandoned (II.06).La tenera storia tra Sayid e Shannon è deliziosa, peccato sia destinata a finire così male.
E’ dall’epoca del “Paziente Inglese” che Naveen Andrews non riesce a resistere a decorare le alcove amorose con fiammelle ben disposte. Lo adoro.
Ancora una volta Shannon ha il coraggio di mettere in discussione le sue visioni. E’ l’unica che lo fa in modo così aperto, ma, come una moderna Cassandra, non viene creduta. Si tratta di un sogno, un “sogno” a cui lei non riesce a rinunciare. Si lancerà alla ricerca di quel bambino che le ha dato fiducia affidandogli Vincent: un cane inquietante, simbolico, sempre presente nei momenti chiave, ma di cui, ad oggi, sappiamo pochissimo.
I nodi dell’intreccio sono chiari, nessuno, in Lost, è scorrelato dagli altri. Il padre di Shannon muore a causa dell’incidente con Sarah. Muore, perché Jack sceglie di occuparsi di Sarah e non ha tempo per intubarlo. Jack sceglie secondo la logica dell’urgenza di un pronto soccorso e si occupa del paziente che ha maggiore probabilità di sopravvivenza. I destini si intrecciano, i “gradi di libertà” delle relazioni si riducono. Tutti sono collegati, ma, alcuni, sono connessi con maggior forza di altri. Alcuni sono “funzionali” all’intreccio, altri secondari in un contesto e primari in un altro. E’ il caso della morte del padre di Shannon. Una scelta razionale per Jack, l’inizio di un periglioso percorso per Shannon. La complessità dei nessi causali genera il canovaccio della narrazione. Se qualcuno muore, apparentemente in modo consequenziale alla sua storia, qualcun altro imbocca un sentiero che lo porterà sull’isola ad interagire, in modo, fattivo con il “faber” involontario del proprio destino.
Come ha sostenuto Ivan Pavlovic nella sua bella Tesi: Lost è una storia di persone che vivono un percorso e si “perdono” e “ritrovano”; insomma Lost è una potente metafora dell’esistenza umana, della sua debolezza e della sua forza (l’aspetto Nietzschiano e, aggiungerei io, invitando Ivan alla lettura, Camusiano – prova a leggere “Il mito di Sisifo” di Albert Camus).He smells good.
He does. Doesn’t he?
Il percorso di espiazione di Shannon alla ricerca del “fantasma” di Walt è così crudele e gratuito che si fa fatica a credere che in qual si voglia forma lo meriti.
Deep... Santa Rosa Mental Health Institute, Friday, July 31st, 2009