Exodus, part 1. (I.23)E’ incredibile, in tutto l’episodio non una sola interazione con Jin. La Rousseau non entra mai in contatto visivo con Jin, nemmeno quando il campo della camera si allarga. Strano, visto che Jin sta lavorando alla zattera e quindi è ragionevole che sia in spiaggia, anche perché è ancora in contrasto con Sun, quindi è improbabile che dorma alla grotta con lei. Questa, per me, è una delle conferme più chiare della progettazione di Lost, sin dalla prima stagione; l’altra verrà in seguito e riguarderà il braccio di Montand.
Il tema del varo della zattera fa ancora onore al talento incommensurabile di Giacchino: un crescendo meraviglioso!
Hugo, come al solito, ci regala un po’ della sua spettacolare ironia:
Dynamite, at the Black Rock.
The Dark Territory.
That’s three reasons
to go right there.
Il talento investigativo di Ana-Lucia si manifesta subito nel dialogo con Jack. I loro posti a sedere sul volo sono ovviamente coerenti con la “numerologia” della serie.
23B.
42F. Wanna trade?
Il ricordo di Sawyer e l’urgenza di raccontarlo a Jack, chiariscono quale sia la sua vera natura. Un uomo duro, rude, un po’ “inacidito” dall’esistenza, ma che sa discernere come si possa aiutare un amico a esorcizzare un dolore nascosto.
Small world, huh?
La teoria matematica dei sei gradi di separazione tra ogni essere umano, serve a creare una delle atmosfere più toccanti dell’episodio. Oltre a ciò è l’inizio di un’amicizia.
L’ossessione del “marshall” per Kate è da manuale! La scena di derisione e scherno per il legame di Kate con il modellino di aeroplano è veramente violenta e la sua aggressività nei confronti di Kate è gratuita, rozza ed ottusa. A tal punto, da pensare che lui sia, inconsciamente, affascinato e conquistato da quel “genio del male” che disprezza e vitupera con tanto vigore.
Message in bottle. That’s sweet.
…
I think you should take Vincent.
…
He will take care of you.
…
Vincent took care of me
when my mom died.
…
He’s a good listener.
You could talk to him
about Boone if you want.
I’m sorry.
I am too.
…
I have to go because I’m going to save you.
…
Who will keep you safe ?
…
…crescendo con grande emozione…
…Lost
Exodus, part 2. (I.24)L’occhio di Aaron, protagonista involontario della puntata. “Turnip-Head” (Crapa-Pelata) troverà un nome durante l’episodio, un nome importante, venuto dal nulla, aulico e solenne.
Il drammatico incontro tra Rousseau e Claire svela parte della memoria offuscata di Claire, così come il flashback (l’analessi) sulla storia colpevole di Charlie, ci riporta alla sua quotidianità. Sono sempre rimasto colpito dall’uso del flashback. Non è contiguo ad un personaggio, funziona per metonimia (continuità semantica), spesso con una vera operazione di decostruzione della narrazione. Mi spiego meglio: Claire e Charlie sono legati, ambedue hanno un passato sepolto, il flash di Claire, spiega una parte del mistero del suo ritorno, l’analessi di Charlie invece ci racconta un po’ del suo passato. Ma non avviene in un momento in cui Charlie occupa la scena, bensì in un momento in cui è Claire al centro dell’attenzione dello spettatore. Ciò rafforza la vicinanza affettiva di Charlie e Claire, contribuisce ad aumentare il suspence, aggiunge due tessere al complesso mosaico della storia e introduce allo “scippo” di Turnip-Head. Il tutto in pochi secondi. Quel che trovo sorprendente è che sia perfettamente chiaro. Godard l’avrebbe reso illeggibile, Truffaut non se lo sarebbe mai permesso. Col tempo ho imparato, che frammenti minimi di Lost possono contenere lezioni impagabili di linguaggio cinematografico.
Get him back, Charlie.
Get Aaron back.
Una frase di Claire oggi mi da un brivido differente dal passato. La prima volta l’ho interpretato come disincanto, ma oggi lo vedo diversamente.
No one’s punishing us.
There’s no such thing as fate.
Claire ha sognato la Black Rock in tempi non sospetti, ha avuto un misterioso sogno premonitore, nella IV stagione si è unita a Christian scomparendo, appare in sogno a Kate minacciandola di non riportare Aaron sull’isola ed è l’unica madre, oltre alla Rousseau, ad aver partorito sull’isola. Lei pare sapere che tutti loro non stanno vivendo il loro destino ma stanno seguendo un percorso predeterminato. Lei è cosciente - quasi come Locke - d’altra parte la sua epifania (la nascita di Aaron) è altrettanto sconcertante quanto lo stupore di John per le sue gambe. Quel bambino, lei non lo voleva, intendeva darlo in adozione, e ora si ritrova a curarlo e amarlo come mai avrebbe potuto immaginare. E’ terrorizzata all’idea di perderlo anche se era decisa a darlo in adozione.
E’ incredibile come il cerchio aperto dai flashback iniziali si chiuda quando Charlie arriva all’aereo. Il tempo di scoprire che è carico di eroina e lui si trasforma in un “devoto” della vergine Maria.
Whoever named this place
Dark Territory,
genius.
…Lost
Exodus, part 3. (I.25)Un fumetto passa accanto agli esploratori, gagliardo e svolazzante, ma non attacca, forse ha altri progetti. Fumosi impegni. Ci ripensa quasi subito e l’attacco è feroce: alberi divelti, suoni gutturali e striduli, passi da “dinosauro”, o … rintocchi della campana del destino. Eccolo. Vigoroso come sempre!
…le pillole? …si, infermiera, …le ho prese poco fa, …alle otto,
si, …quella rossa e quella blu…
…grazie.
La dinamite non è cosa gradita, sparpaglia tutte le particelle di magnetite in giro per l’isola. Si impiega troppo tempo a riordinarle tutte!
Piccolo dizionario inglese di navigazione a vela per l’isola (ad uso di Jin, redatto da Sun):
Starboard: dritta, (destra dello scafo o dell’imbarcazione);
Aft: zona di poppa (opposta alla prua, il retro dell’imbarcazione):
Port: lato sinistra dello scafo;
Sail: vela;
Eat: …accidenti!
Fonte: Wikipedia.
Non facile salire su un aereo, vero Hurley? Il commento musicale di Giacchino è superbo. Contribuisce a rendere ancora più comica l’epopea del povero Hugo. Cosa no si fa, per il compleanno di mammà! Durante la corsa, si “perde” il trolley blu.
Una curiosità: avete notato che lei ha cambiato lavoro almeno una volta, tra la prima e la quinta stagione?
Numeri… e contrapposizioni…
… was a part of a chain of events
that led us here,
that led us down a path,
that led you and me to this day,
to right now.
…
Survival is all relative, Jack.
I don’t believe in destiny.
Yes, you do
You just don’t know it yet.
Questo dialogo, tra John e Jack, contiene pressoché tutto Lost.
I heard them whispering.
I heard them say
they were coming for the child.
The others said
they were coming for the boy.
Un bambino torna e l’altro va: altro bizzarro equilibrio dell’ecosistema isolano.
La dedica finale, commentata dal tema struggente di Giacchino, è un omaggio agli attori e ai personaggi. A quelli che restano e si imbarcano per il loro destino e …a quelli che non ci sono più o arriveranno poi.
…hatch
Deep... Santa Rosa Mental Health Institute, Friday, July 17th, 2009