Deus Ex Machina I.19La trappola! Locke ci casca completamente e in modo meccanicistico, proprio come il “topo” del gioco che illustra al bambino in fiera.
Your leg , man.
Locke è insensibile al dolore, si sfila una lunga scheggia dal polpaccio senza colpo ferire e ogni tentativo di provocarsi una ferita (la spilla da balia e il tizzone ardente) lo lascia completamente indifferente.
Pare non avere sensibilità, almeno agli arti inferiori. Una conseguenza della paralisi o Locke - suo malgrado, visto lo stupore - è “guidato”, “gestito”, “posseduto” da qualcosa di superiore? Ripeto, questo Locke è troppo simile a quello dell’ultimo episodio della V serie. Ciò che alla prima visione poteva apparire un mistero, a me pare, sempre più, divenire certezza.
Una puntata densa di mistero. Il Sogno di Locke; l’evocazione della morte di Boone; il parallelo tra il sacrificio che Locke “impone” a Boone e il suo. Il raggiro del padre e della madre (Anthony Cooper e Emily Locke). Altro che saturniani: veri e propri delinquenti! Il parallelo però c’è. E’ il montaggio a suggerirlo, l’alternanza tra la tragica vicenda di Locke e la triste dipartita di Boone.
Perché la gamba di Locke peggiora a misura che raggiungono l’aereo del sogno? Il giorno prima sta abbastanza bene o almeno cammina, mentre il giorno dell’incidente, dopo essersi incamminato normalmente verso la meta del sogno, riesce a malapena a muoversi, in prossimità dell’aereo. Locke è già sotto il controllo di un’entità superiore che ne condiziona gli atti e le decisioni, oppure si tratta di una temporanea paralisi isterica dovuta all’avvicinarsi della concretizzazione del sogno premonitore (Boone gli fa notare che la gamba che pare avere problemi è l’altra, non quella ferita!).
E il sogno, ancora meno decrittabile di quello di Claire. La madre che indica l’aereo e lui, di nuovo, sulla sedia a rotelle che cade. Oltre all’immagine di Boone ferito che ripete il destino che ebbe Theresa quando lui aveva solo sei anni.
Locke sogna, affinché si compia il macabro “destino” di Boone. E, credo, sogni anche per prepararsi al sacrificio necessario di Boone, proprio come fu inevitabile il suo doloroso raggiro.
Per dirlo con una proporzione: Locke sta a suo padre, come Boone sta a Locke. Anche Locke e Anthony vanno a caccia insieme e cacciano … volatili. Quando Locke cade, racconta a Boone della paralisi, proprio come il padre racconta a lui della dialisi e quando è ora di alzarsi gli chiede aiuto: “Just help me up, son.” Ma, se è comprensibile il passo che porta Locke sull’isola, per il tramite del rapporto con il padre, rimane oscura la necessità della morte di Boone. E’ diseconomica nel contesto, se non la si legge, come ho già scritto, come uno scambio vita/morte. La morte di Boone per la vita di Aaron. D’altra parte, Aaron è il solo bambino nato sull’isola e, forse, nel crudele “ecosistema” dell’isola ciò richiede un sacrificio. Rimane sempre il fatto che le morti eccedono numericamente in questo bizzarro equilibrio.
Una curiosità: anche la madre di Locke è stata più volte al Santa Rosa Mental Health Istitute
I know he deserved it, but…
He needs glasses.
…
Hyperopia?
…
It’s not a fashion show.
…Lost
Do No Harm I.20L’episodio della vita e della morte, si intitola “Non nuocere”, io lo trovo limitativo. Il vero titolo avrebbe dovuto essere “Life and Death”, perché qui si vede, per la prima volta, che vita e morte sono indissolubilmente intrecciate. Nuocere è un dettaglio! Però Jack è testardo e vuole strappare Boone dalla morte, così come strappò sua moglie (Sarah) dalla paralisi. Ma non riuscirà, la morte e la vita nel loro fatale abbraccio saranno più forti della sua determinazione. Un insegnamento…, una lezione? Non credo, … si tratta solo dello svolgimento dei fatti a cui Jack dovrà arrendersi, iniziando quel percorso che lo porterà a comprendere i suoi limiti umani. Per quanto lui lotti e si conceda momenti di estasi, come vedere i suo “capolavoro” deambulare in pigiama, lui rimane un uomo e non un dio. E ciò verrà rafforzato, in futuro, dal fallimento dell’operazione sul “paziente italiano”, che morirà sotto i ferri. Jack è un medico, e, come tale, può solo provare a incidere su qualcosa che ha ragioni più profonde: la vita degli uomini. Lui può sanare ciò che è sanabile, ma non sovvertire la storia di un essere umano. Non può cambiare il destino – ammesso che esista – non può sovvertire i fatti. Ciò che accade è ineluttabile e lui, può solo accettare di esserne parte attiva, cercando di condizionare lo svolgersi degli eventi, ma non può sovvertire la complessità degli accadimenti. La vita, nel suo svolgersi complesso è al di sopra della medicina purtroppo. Puoi capire come funziona un corpo, ma non puoi sanarlo se qualcosa di irreparabile è accaduto. E, Jack questa lezione deve ancora apprenderla , deve ancora capire che “a volte” vale la pena di cedere e accettare in un’alternanza di resistenza e resa. Questa sarà, nell’arco di cinque annate la sua vera conquista!
Altrove una vita si sta facendo innanzi, nel terrore e nell’angoscia di ciò che può essere. Claire tenta di sviare, ma il momento è giunto e non potrà sottrarsi. Kate apparirà per quello che realmente è. Una persona che non sfugge le incombenze, anzi le affronta con coraggio e determinazione. Kate aiuterà Claire a partorire e lo farà teneramente, in modo amicale, solidale e affettuoso; affronterà insieme a Claire il mistero senza mai ritrarsi, senza mai avere ripensamenti. Anzi, sarà una perfetta levatrice. Si rivolgerà a lei chiamandola “honey” e le spiegherà che non ha alcuna intenzione di abbandonarla. Un momento adorabile e indimenticabile, forse dettato dall’istinto, forse dalla ineluttabile necessità, ma bello, incommensurabilmente bello, fino all’abbraccio di Jin e Charlie, ospiti inutili, ma splendidamente solidali. Quanto è tenera la fragilità di Claire in questo frangente.
God, I’m, not ready for this.
I’m not…
I’m so scared.
I’m scared.
I’m scared too.
But we’re gonna
get through this together.
…
This baby is all of ours.
Da una parte si conta per spingere il nuovo nato fuori dall’alveo materno e dall’altra si conta per spostare il morituro in posizione che renda possibile un intervento di amputazione, tutto è sincronico, Boone lascia la vita e Aaron nasce. Boone saprà fermare la feroce determinazione di Jack e favorire lo scambio involontario: la sua vita finita per una nuova esistenza incosciente ed immacolata. Anche se Boone non lo sa, ciò è superbo. Boone lascia scegliendo e Aaron nasce incosciente del suo sacrificio. Ma tutto ricomincia. La vita, in questo modo, si impone sulla morte!
Let me go, Jack.
I’m sorry.
Don’t be.
I can see it’s close.
Go, go. Push!
…
You’re almost there.
You’re so close.
…
Go, push! Push! Push! Push!
Oh, my God, you have a little boy.
A little baby boy.
…
That’s your baby boy.
…
Tell Shannon…
Tell her…
…
It’s a beautiful, healthy baby.
…Lost
The Greater Good I.21We know where she is.
E il tono secco e sprezzante di Sayid si fa tenero.
Giacchino da il meglio di sé con il tema del funerale di Boone.
…he was a hero.
Shannon, invece, riesce a dare “il peggio” di sé.
Kate è tenera, quasi “materna” con Jack, anche se non perde la sua vena ironica.
La ninna nanna di Hugo è tanto spettacolare quanto fallimentare. Invece la rude voce di Sawyer compie il miracolo!
Un’altra puntata intessuta di comicità e dramma in modo magistrale. “Tendere e allentare”, “drammatizzare e sdrammatizzare”. Un modulo narrativo difficile da sostenere. Soprattutto ottemperando alla complessa varietà d’azione, in tempi e luoghi così mutevoli. Ma gli intarsi sono pressoché perfetti. Anche grazie alla maestria degli Attori e del Montaggio.
La goffa persecuzione di Sawyer è esilarante.
L’ossessione di Shannon invece, sconcertante e primitiva.
There’s always a choice.
No more lies.
…Lost
Born to Run I.22Kate è chiaramente in fuga. Riceve una lettera che contiene anche soldi al nome di Johan Hart, da chi? Suo padre, il militare? Però la lettera ha una leggera cornicetta floreale, che non si addice a un militare. E’ una lettera di Tom Brennan? E’ la notizia della malattia della madre?
“...this is our dedication
for our time capsule
here on August 15th, 1989.
…
You always wanna run away, Katie.”
Come fa Walt ad avvertire Locke di non aprire “quella cosa” di cui non sa?
Don’t open it.
Don’t open it, Mr. Locke.
Don’t open that thing.
…
Just don’t open it.
…
‘Cause there ain’t anything
on this island worth staying for.
…
When I was a little girl,
I believed that once
I found the man I loved…
…I would be happy…
…forever.
Yeah.
Me too.
…Lost
Deep...
Grazie, Algol!
