Solitary.Sayid, le foto di Nadia, un cavo!
Sayid’s a trained soldier, Kate. Ma cade ugualmente nella trappola della Rousseau. E’ incredibile, i due personaggi sono talmente induriti dalla sofferenza, che cominciano a capirsi solo quando annusano il dolore vero dell’altro. Con un riflesso spontaneo intuiscono la solitudine e la sofferenza dell’altro rispetto a se. Solo specchiandosi l’una nell’altro si comprendono veramente.
Hurley allenta la tensione.
…Welcome …to the first and… hopefully last, Island Open. Anche lui tiene il suo discorso, su un podio fatto con una bandierina e mazze da golf, ed è vitale, proprio come quello dei suoi predecessori.
Our lives suck. …we’re gonna go crazy, waiting for the next bad thing to happen. L’intercalare “allegro” è ben intarsiato nel contesto. Lost non ha seguito la strada di x-files, che aveva nel palinsesto alcuni episodi comici e leggeri. Utili per sdrammatizzare e consentire al pubblico un momento di relax. Lost incastona, passo a passo, la serie con momenti lievi che attutiscono la durezza degli eventi. O con momenti ironici come quello che vede Jack e Michael, faccia a faccia, visibilmente preoccupati …per la scelta del ferro.
This is a problem, man.
Yeah.
I mean, I know what I’d do, but…
…it’s gotta be your call.
OK.
Give me a 7 iron.
L’arrivo dell’ipocondriaco completa il quadretto.
…Can I play?Anche Sayid e Danielle sono più rilassati, lei racconta, ma non c’è flash-back, potenzialmente avrebbe potuto esserci, alla luce della V. E’ vero che Rousseau è un personaggio secondario, che forse nell’economia della programmazione deve rimanere sottotono, però vedremo il suo approdo sull’isola nel dettaglio e non solo. Gli Autori avevano già immaginato questo scenario o si tratta di una “porta aperta” sulla narrazione?
They whisper.
…
“ You’ll find me in the next life,
if not in this one.”
…
I got two tubes of sunscreen and a flashlight says he chokes.
…Golf
Raised by another.L’occhio di Claire che si sveglia in un incubo.
Everyone pays the price now. La fredda doppiezza dello sguardo di Locke. La macabra girandola. Il sangue in fasce. Orribile!
Un sogno talmente terribile da ritrovarsi con le mani lorde di sangue. Di questo incubo non si sa molto di più di quanto non si può dedurre dal suo contenuto manifesto: una dicotomia ancestrale nello sguardo di Locke; il “prezzo” che tutti pagano per l’intenzione irresponsabile di Claire, l’incidente che aleggia sulla culla; il sangue dell’assente, non nato o già nato, che si lamenta in lontananza.
Claire non può avere rielaborato l’immagine di Locke in un modo così preciso (quasi coerente con il Locke della fine della V). Praticamente non lo conosce ancora. Sono sull’isola da nove giorni e non ha ancora interagito con lui. Quindi non può proiettare (sogno come residuo psichico degli eventi della veglia) su Locke quel ruolo che ancora nessuno conosce e lei tanto meno può aver afferrato. E poi, quanti sogni cominciano in un sogno. Sognare di sognare: che arabesco!
L’incubo di Claire è un tassello fondamentale ancora aperto alla fine della V stagione. Anzi, complicato anche dalla sua stessa sparizione. Aaron poi, …ad oggi, è ancora un capitolo tutto da scrivere! Perché è così importante per ...la comunità, …per l’isola, …per il Locke onirico, …per Jacob, …per gli altri, e così via. Speriamo che Aaron non sia cancellato dalla narrazione futura con “un colpo di spugna” sulla “lavagna” del palinsesto.
Qual è il senso latente di questo sogno. La semplice precognizione di un pericolo imminente che grava sul feto? L’anormalità di una nascita potenziale che rompe “l’incantesimo” maledetto della sterilità imperante? La naturale ansia di partorire in condizioni così primitive? Il senso di colpa per aver accettato la gestazione fidandosi delle promesse di un codardo? Oppure una visione filosofica: la certezza della conseguenza logica della vita. Per dirla con Regazzoni (“ La filosofia di Lost”) “…susseguirsi di nascita e morte”, e cita Eraclito: “Nati, vogliono vivere e trovare destino di morte, e lasciano figli perché siano destini di morte”. O il preludio del crudele “gioco a somma zero” dell’isola: una vita per una morte, anche se non vale necessariamente il contrario. Aaron nascerà e Boone spirerà, il montaggio alternato – come sostiene l’autore – prova che la nuova vita e la morte sono indissolubilmente intrecciati in un abbraccio fatale.
I could be your friend.
…if you needed someone to talk to about anything.
I’m here.
…
The baby needs your protection!
…
Do you know Catch a Falling Star?
…
Maybe he knew, Claire.
…
It has to be this flight.
It can’t be any other.
Flight 815.
…Lost
All the best cowboys have daddy issues.I migliori “cowboys” hanno problemi con il padre (io lo tradurrei così).
Jack e il suo rapporto colpevole con la scelta morale sanzionatoria nei confronti del padre. Ha scelto, ha seguito la propria profonda volontà di giustizia e si porta dietro la lacerante crisi di averlo ucciso. La scelta, mi riporta al conflitto con la figura paterna, al suo aspetto quasi ancestrale. Jack ha scalzato il padre in modo assolutamente leale; ma la colpa, il dolore per le conseguenze della sua scelta sono la cifra del suo agire quotidiano. Mosso da quel senso di colpa profondo e doloroso, lui deve salvare il mondo, occuparsi di chi è in difficoltà, rianimare chiunque evochi per un solo attimo quella lacerazione dell’anima che lo ha sconvolto. Si tratti della nascente comunità, o di un amico, o di una ancora non dichiarata sorella, come Claire, a cui non ha dedicato tutto se stesso, Jack agisce prodigandosi, tentando, in ogni modo, di conservare lo status quo antea. E’ pervaso dall’angoscia di perdere terreno, di non essere capace di restituire alla vita normale chi entra nella sua sfera affettiva o chi gli viene assegnato dal caso per essere curato.
Jack è il medico che tutti vorrebbero avere! Lui risponde alla sua nevrosi e, nel contempo, sana tutto ciò che è possibile, nel drammatico intento di alleviare il suo lacerante dolore interiore. Diciamolo chiaramente, la scelta di Jack, solo a pensarci, è capace di togliere il sonno. Però non è una scelta di vendetta, non ha nulla a che fare con l’anaffettività del padre; è la scelta di un uomo giusto, che non accetta che la deriva di un uomo possa creare danni ad altri esseri umani. Quella di Jack è una scelta; la decisione di valicare il confine del consenso al clan familiare a favore di qualcosa di superiore. Non si può accettare che un chirurgo si alzi da tavola dopo aver bevuto e intervenga su una paziente, che per giunta era incinta, e la uccida involontariamente. Troncando la sua esistenza e quella del nascituro. Jack sceglie secondo coscienza e agisce in ragione di due impulsi: l’atteggiamento paternalistico di Christian, nei suoi confronti – ancora tollerabile – ma non accettabile quando rivolto al marito della vittima e poi quando scopre che Christian era cosciente della gravidanza della paziente, vero elemento scatenante della rivolta. Il dolore della scelta produrrà due cose: un Jack nevrotico ma capace di evolvere e un uomo disperato che non può che espiare le sue colpe aspirando, paradossalmente, ad una sorta di santità.
Where’s Charlie?
He went after Claire.
…
I didn’t believe her.
…
Come on, breathe.
Breathe, Charlie, come on.
Breathe!
…
Yeah.
Just breathe.
Breathe. That’s it.
…
Breathe deep.
There you are.
Umano, troppo umano.
…Lost
Deep...