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La botola e la bomba – Episodio 5×14

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La variabile. E’ difficile rimanere lucidi dopo puntate come questa: Daniel Faraday, un grande personaggio che ho amato, di cui ho analizzato ogni sua parola, ogni sua bozza, un genio che mi ha favorito tante spiegazioni sulla natura dell’isola, forse incomprensibili a molti ma chiarissime nelle formule nascoste nelle pagine del suo diario. Quel diario che è diventato il suo simbolo, il segno che la componente scientifica in LOST è forte quanto quella simbolica.

Non sappiamo ancora se Daniel sia morto, ma forse questa è solo una mia illusione, un insensato desiderio che il suo genio possa continuare ad illuminarci a suo modo. Se Daniel non tornerà, il suo diario, i suoi appunti continueranno a svelarci il suo pensiero…

Smaltiti - ma impossibile del tutto –  i sentimentalismi per le drammatiche vicende che ci hanno coinvolto in questa puntata e che hanno portato il povero Daniel alle conseguenze cha abbiamo potuto osservare, cercherò di analizzare più lucidamente questo ultimo tentativo di Faraday di cambiare il corso delle cose.

Riprendo il passo in cui Daniel espone a Jack il suo piano, un monologo importantissimo che ci conferma quanto ipotizzato già un anno fa nel nostro forum, ma che di fatto sembra apparentemente la negazione della teoria del whatever happened, happened.

“Tra circa quattro ore… i membri della Dharma al cantiere del Cigno, scaveranno nel terreno e perforeranno accidentalmente un’enorme sacca di energia. Gli effetti del rilascio di quest’energia sarebbero catastrofici. Perciò, per poterla contenere, cementeranno l’intera area come a Chernobyl. Questo contenimento… il posto su cui l’hanno costruito, credo che l’abbiate chiamato “botola”. La botola della stazione Cigno. A causa di quest’unico… incidente… questa gente trascorrerà i prossimi 20 anni cercando di tenere sotto controllo quell’energia, premendo un pulsante. Un pulsante che, un giorno, il vostro amico Desmond non premerà in tempo. E ciò farà sì che il vostro aereo… l’Oceanic 815, precipiti su quest’isola.

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Questo conferma in maniera precisa e dettagliata le nostre ipotesi sulle cause che hanno portato l’Oceanic Six ad attraversare una finestra spazio-temporale instabile generata proprio dal ritardo di Desmond nel digitare la famosa sequenza ed il conseguente system failure rilevato. Sin qui tutto bene.

Ma il passo successivo è quello più importante:
“Quest’intera catena di eventi… avra’ inizio oggi pomeriggio.
Ma…
Noi possiamo cambiare tutto questo. Ho studiato fisica relativistica per tutta la mia vita. Una cosa veniva fuori di continuo. Non si puo’ cambiare il passato. Non si puo’. Quel che e’ successo… e’ successo, giusto? Ma poi, finalmente, capii. Avevo passato cosi’ tanto tempo concentrato sulle costanti… che mi ero dimenticato delle variabili! Sai quali sono le variabili di quest’equazione, Jack?
Noi.
Siamo noi le variabili. Le persone. Pensiamo, ragioniamo, facciamo delle scelte e possediamo il libero arbitrio. Possiamo cambiare il nostro destino.”

Sulle variabili si è discusso molto (si veda qui) e continuo a non accettare la possibilità che si possa cambiare la linea temporale che risulta definita dallo scorrere del tempo in uno stesso sistema di riferimento. Ma, come la discussione è stata ben indirizzata da molti utenti del forum, queste “variabili pensanti” potrebbero non avere la capacità di variare il corso degli eventi, ma al contrario il loro agire con libero arbitrio sarebbe proprio la causa scatenante di tutto quello che è davvero accaduto. Un whatever happened, happened rivisto sulla base delle modifiche introdotte dalle variabili. Ma non vorrei soffermarmi ora su questo punto, bensì riprendo il seguito del monologo di Daniel:

“Credo di poter annullare quell’energia, sotto al Cigno. Credo di poterla neutralizzare. Se ci riuscirò, allora quella botola non verrà mai costruita e il vostro aereo… Il vostro aereo atterrerà proprio dove avrebbe dovuto. A Los Angeles.”
Farò detonare una bomba a idrogeno.”

Per fare ciò Faraday pensa di poter limitare quell’energia facendo detonare la bomba Jughead. Al contrario di quello che molti utenti avranno pensato in quel momento, Faraday non è un folle! Nonostante sia ben nota la potenza distruttiva di una bomba nucleare a fusione, Daniel non ha intenzione assolutamente utilizzare la bomba ad idrogeno per distruggere l’isola… sarebbe assurdo poter pensare di evitare che gli eventi si ripetano uccidendo gli stessi Oceanic Six presenti nel 1977 con una bomba atomica!!!

L’esperimento di Daniel è molto pericoloso, ha una elevata incertezza sul successo, ma le sue intenzioni sono ben altre. Come cerca di spiegare Daniel ad una piccola innocente Charlotte:

“Nel caso quello che faccio non dovesse funzionare, non potete restare qui. Dovete andarvene.

Con la bomba ad idrogeno Daniel spera di salvare l’isola, non di distruggerla! Vediamo in che modo.

Faraday spera che l’intensissimo elettromagnetismo presente in particolari punti dell’isola crei una sorta di “confinamento magnetico”: è ovvio che queste sono solo astrazioni della teoria scientifica che sta alla base del processo di fusione nucleare, ma volendo estrapolare in LOST queste teorie, si può pensare che l’energia immensa dell’isola sia confinata in “sacche”, composte di particelle esotiche (che agevolano l’apertura dei wormhole ed i viaggi nello spaziotempo) e da “plasma” confinato da campi magnetici intensi. Se queste sacche di plasma venissero “lacerate”, perforate, danneggiate, non sarebbero più in grado di mantenere stabili le particelle esotiche e conseguentemente questo porterebbe alla formazione di depressioni gravitazionali, deformazioni dello spaziotempo senza controllo, buchi neri insomma, in grado di assorbire enormi, anzi infinite, quantità di materia e quindi energia, distruggendo praticamente tutto!

E qui che l’idea di Faraday risulta geniale: utilizzare l’energia rilasciata da un’esplosione nucleare all’interno di plasma magnetici per richiudere istantaneamente la voragine spaziotemporale. I plasma presenti sull’isola potrebbero preservarla dalla distruzione, l’energia dell’esplosione sarebbe assorbita completamente dalla depressione spaziotemporale, chiudendola all’istante. So che teoricamente non è del tutto corretto, ma penso che gli autori, con il personaggio di Faraday, vogliano introdurre questo aspetto fantascientifico ma basato come sempre su aspetti teorici ben definiti. Per dirla in breve, anche se con esempi non perfettamente attinenti, ma che rendono l’idea, è come spegnere un immenso incendio in un pozzo petrolifero costantemente alimentato dal combustibile facendo esplodere al suo interno una bomba, in modo da eliminare istantaneamente l’ossigeno e quindi spegnere la fiamma… Geniale!

Ma per fare questo, Faraday sa bene che deve agire in un istante preciso e posizionare la bomba in un punto esatto senza possibilità di errore, ma l’incertezza del successo è altissima!

Ma attenzione, a me tutto questo ricorda un episodio in particolare, il seguente fotogramma è l’emblema di ciò che conosciamo molto bene:

 
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La chiave di Desmond! La “botola” in cemento armato è stata concepita proprio per contenere l’energia sviluppata dalla falla nel plasma contenitivo nativo dell’isola, mentre la sequenza numerica, soluzione dell’Equazione di Valenzetti, permetteva di rilasciare l’energia in eccesso che si sviluppava all’interno delle mura di cemento. La chiave innescava una procedura estrema in caso emergenza e di anomalia nella stazione Cigno: sono convinto che questa procedura estrema sia quella di far esplodere la bomba ad idrogeno nel punto preciso in cui è stata posizionata, presumibilmente, secondo le indicazioni di Faraday nel 1977. Desmond nel girare la chiave potrebbe in effetti aver innescato la bomba H, facendola detonare e causando la chiusura istantanea della deformazione spaziotemporale che stava crescendo e che stava collassando su se stessa. Gli effetti di questa azione è sempre stata imprevedibile, ecco perché è stata considerata dalla Dharma l’ultima scelta possibile prima della distruzione totale.

L’idea di Faraday ha funzionato!

Ed ecco che il tentativo di cambiare il corso degli eventi da parte di Daniel riguarda proprio il voler detonare la bomba immediatamente prima della costruzione della botola, ma come sappiamo per ora ha fallito! Perché gli eventi non si possono modificare? E’ ancora valido il “ciò che è successo, è successo”?

Staremo a vedere…

Algol

4 Responses to “La botola e la bomba – Episodio 5×14”

  1. Algol, dicci la verita ??
    Da quale spaziotempo dell’ isola dei nostri LOST provieni ??

  2. Complimenti per queste analisi, incredibilmente puntuali, rigorose e sempre espresse con chiarezza.

    Volevo porvi un quesito legato a ciò che diceva Faraday:
    - come faceva a sapere che dopo 4 ore sarebbe successo l’incidente, che avrebbero fatto la botola, che Desmond non avrebbe premuto il pulsante e che questo avrebbe causato l’incidente dell’Oceanic815??? Faraday è arrivato sull’isola sapendo che c’erano dei sopravvissuti ma come ha fatto, dal passato…. dal 1977… cioè stando 3 anni ad AnnArbor, a sapere come mai era caduto l’aereo???

  3. Grazie per i complimenti.

    @braccioferro: una buona domanda. In effetti sembrerebbe un paradosso, ma ritengo che, già prima di ammalarsi di amnesia, Daniel sapesse molte cose… in fondo il lavoro di sua mamma è sempre stato quello di “sapere”, sapeva di Desmond, sapeva della sua importanza sull’isola. Daniel può aver ritrovato la memoria grazie alle proprietà curative dell’isola stessa.

    Un altro elemento importante è il DIARIO. Potrebbe contenere appunti scritti anche dalla Hawking, potrebbe essere come la bussola di Lock, chiuso in un cerchio temporale (Eloise -> Faraday (laurea) -> Eloise (1977)): così come la bussola invecchia e si arrugginisce, ma non può uscire dal loop temporale, così il diario può contenere appunti che si aggiungono ad ogni loop a quelli già scritti nel loop precedente…

  4. Veramente interessante,
    complimenti.

    in effetto le variabili sayid, jack e kate volendo cambiare il corso della storia ( con il piccolo ben) non hanno fatto altro che confermare il WHH.

    ma allora la ruota dell’orchidea è un meccanismo che lacera, oppure apre e chiude le sacche di plasma-materia esotica, e il fatto che si era incastrata aveva lasciato una lacerazione aperta?

    .rob

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