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I Geroglifici: l’antico Egitto sull’isola di LOST

louvre_geroglifici

I geroglifici egizi hanno fatto la propria comparsa nella Seconda Stagione di Lost e, sebbene all’inizio sembravano solo un espediente simbolico che la Dharma usava per celare alcuni segreti legati al countdown nella Stazione Cigno, la loro presenza sì è rivelata in realtà in molti antichi reperti custoditi dall’isola. La quinta stagione attualmente in programmazione sulla ABC conferma i legami con antiche misteriose civiltà. Sembra evidente che utilizzassero proprio il sistema di scrittura degli antichi egizi, ma nonostante questa certezza, resta un mio parere personale che l’isola sia in realtà la culla dei miti sparsi per il mondo, da cui i vari antichi popoli che hanno vissuto nella nostra storia hanno attinto parte delle loro leggende e divinità.

Al momento della stesura di questo articolo è in programmazione sulla ABC la quinta serie, quindi tutti i riferimenti sono citati alla luce delle mie conoscenze sino all’episodio 5×13.

Mi piacerebbe raccogliere in questo articolo tutti i geroglifici egizi sin’ora incontrati, cercando di dare un’interpretazione sulla base di ricerche eseguite in rete, di commenti illuminanti di alcuni utenti del nostro forum e di mie considerazioni e traduzioni personali.

Stazione Cigno – countdown timer

Come è noto, la prima sequenza di geroglifici è stata rivelata per la prima volta nella puntata 14 della seconda stagione (“One of them”), apparsa nel countdown timer nella stazione Cigno poco prima che arrivasse a zero, dopo i 108 minuti.

geroglifici-cigno-countdown

Al Comic Convention e nel podcast ufficiale di Lost del 31 luglio 2006, il produttore Damon Lindelof  ha dichiarato che i geroglifici possono essere tradotti come “Oltretomba” o “Aldilà“.

Secondo un interessante studio condotto dall’utente melusina sul nostro forum, i simboli che si possono leggere nel timer del Cigno (nel formato “Gardiner”) sono i seguenti:

geroglifici-cigno
[S29] [Z7] [T34] — [G37] [Z6]

I primi 3 sono fonetici (s, w, nw) e, se pronunciati di seguito, acquistano il significato di “swan”, riconducibile ovviamente alla ”swan station” (Stazione Cigno).
Gli ultimi due simboli sono glifi veri e propri e significano rispettivamente “piccolo” e “morte” (small – death).

Sull’interpretazione ci sono state molte teorie  fino ad arrivare ad una frase che nella sua interezza potrebbe essere più o meno questa:
The Swan Station is about to self destruct” (la stazione del cigno sta per autodistruggersi).

Melusina scrive: <<E’ per questo che il significato che comunemente si dà ai geroglifici che compaiono nel visore della Stazione Il Cigno, sia “causa di morte” (è questa la traduzione più comune che gira in rete), quando a mio avviso, si potrebbe ipotizzare un messaggio più sottile e superiore di “fine” e di “rinascita”, visto il forte significato redentivo che ha la serie; lo stesso Lindelof, ha affermato in più occasioni che “LOST è una storia di redenzione” e che ”i geroglifici possono essere tradotti con i termini “Oltretomba” o “Aldilà”; ma “l’oltre-tomba” potrebbe proprio far intendere una rinascita ed una prosecuzione della vita, oltre la morte; una resurrezione al di là del tempo lineare generalmente e razionalmente pensato.>>

La camera del giudizio

Un’osservazione molto plausibile quella citata poco fa, considerati gli ultimi avvenimenti della quinta stagione: nei graffiti che si possono osservare nella stagione in corso, nella dimora del Mostro di Fumo nei pressi del tempio (episodio 5×12 “Dead is Dead“), vediamo chiaramente il dio Anubi:

ramonster

Questa divinità è raffigurata con la testa di cane (ritenuta a torto di sciacallo). E’ l’antico dio della morte, guardiano degli inferi. Anubi, fu originariamente il signore degli inferi, un messaggero di morte; in seguito alla crescita del culto di Osiride ne divenne il guardiano e protettore in base al fatto che preparò la mummia di Osiride e diventò così signore dell’oltretomba. Il ruolo di Anubi come guardiano consistette in principio nel custodire la bilancia sulla quale le anime dei morti erano pesate con la piuma di Maat. Se l’anima era leggera come la piuma, Anubi lasciava l’anima ad Osiride; al contrario era data in pasto ad Ammit, creatura mitologica con la testa di coccodrillo e il corpo per metà leone, per metà ippopotamo.

Anubi è il protettore del mondo del conscio e dell’inconscio e aiuta nella ricerca della propria interiorità. Egli aveva il compito di guidare lo spirito nella Camera del Giudizio e di giudicare il defunto al cospetto di 42 divinità. Se il giudizio era favorevole, il defunto poteva “rinascere” nell’aldilà e continuare a vivere.

Un forte collegamento, dunque, con la rinascita spirituale e fisica, sempre costante in LOST. Ma è interessante anche notare come la dimora del fumo nero, dove Ben è stato giudicato, corrisponderebbe proprio alla “Camera del Giudizio“, anticamera dell’aldilà, in cui le coscienze vengono analizzate e giudicate la mostro di fumo.

La stanza segreta di Ben

Un’altra evidenza esplicita di scrittura egizia è mostrata sulla porta segreta oltre la quale Ben evoca il mostro di fumo mediante uno strano meccanismo collegato con il sottosuolo dell’isola (osservata nella puntata 4×09 “The Shape of Things to Come” e nella 5×12 “Dead is dead“).

porta-ben

Schiarendo l’immagine, i geroglifici appaiono molto nitidi:

geroglifici-porta-ben

Nel formato Gardiner, la prima linea corrisponde a A26 S29 M17 and N35, che tradotto significa “convocare“, “evocare“. La seconda linea (ultimi due geroglifici) corrisponde ai simboli A24 W24 e significa “protezione” mentre il primo simbolo (uomo con bastone) potrebbe significare “combattere”, ma anche “lavorare”, “agire. Quindi la sequenza potrebbe avere un significato simile a “evocare per avere protezione“.

Relativamente a questa porta segreta, è utile riportare un estratto dai contenuti speciali del cofanetto BlueRay Season 4 di LOST, “Mysterious Egyptian Influences“:

E’ interessante notare come Lindelof abbia ripetuto come la scelta dei geroglifici non sia casuale ma ogni segno abbia un significato ben preciso.

La caverna della ruota

Durante lo splendido finale della quarta stagione facciamo conoscenza con la caverna misteriosa e ghiacciata su cui Ben aziona il meccanismo della ruota per spostare l’isola nello spaziotempo. Anche in questo caso, su una delle colonne della caverna possiamo osservare geroglifici.

stanza-della-ruota

In particolare abbiamo:

geroglifici-stanza-della-ruota

La prima riga corrisponde alla parola “viaggiare“;  la seconda riga si traduce in “tempo“, od anche “vicinanza“.  Questi geroglifici li ritroviamo anche sulle mura che difendono il Tempio.

Le mura del Tempio

Ed ecco le mura del tempio, che appaiono per la prima volta nella puntata 5×05 “This place is Deth” e poi nuovamente nella 5×12 “Dead is Dead“:

tempio-geroglifici

Meglio riscriverli per maggiore chiarezza:

tempio-geroglifici-2

Ritroviamo i geroglifici presenti anche vicino la ruota (Travel e Vicinity or Time). La traduzione delle altre sequenze è alquanto incerta ed è indicata in figura.

La mappa di Faraday

La puntata 5×07 “The Life and Death of Jeremy Bentham” si apre con Caesar che, scoperto l’ufficio di Ben nella stazione Hydra nel 2007, rovista tra i fogli che sembrano fotocopie degli appunti presenti nel diario di Daniel Faraday. Tra esse si osserva anche la mappa dell’isola, che probabilmente ha condotto Daniel alla stazione Tempesta nell’episodio 4×06 “The other woman“. Tuttavia, a differenza dalla mappa autentica del 2003, sono stati aggiunti geroglifici in basso a sinistra.

mappa-daniel

In particolare:

geroglifici-mappa-daniel

Il primo a sinistra si dovrebbe tradurre con “viaggiare verso nord“; il secondo a destra è lo stesso che troviamo anche sulle mura del tempio e significherebbe “tempo dei re” o “tempi antichi“.

Geroglifici in classe

L’importanza della conoscenza dell’antica scrittura egizia sull’isola era ben nota alla Dharma, visto che l’Antico Egitto era materia di studio nelle classi di scuola a Dharmaville.

dharma-classroom

Sulla lavagna, infatti, possiamo osservare ciò che resta di una lezione sui geroglifici:

geroglifici-dharma-classroom

Conclusioni

Ho riportato in questo articolo tutti i geroglifici che sono riuscito ad individuare in LOST sino alla 5×13, ultima puntata trasmessa prima della pubblicazione di questo mio studio. Tradurre i geroglifici non è semplice e può contenere errori di interpretazione: tutti i significati riportati qui sono frutto di studi effettuati in rete, riprendendo sequenze già tradotte o provando personalmente ad interpretare il codice egizio. Spero sia utile comunque avere una visione complessiva (in un’unica pagina) di tutti i geroglifici che sono emersi: significativo è, ad esempio, il ripetersi di alcuni simboli in luoghi diversi, come ho mostrato sopra.

Lost è un mix di simbologia e scienza, mitologia e realtà: sino ad ora la fisica teorica delle deformazioni spaziotemporali ed i viaggi nel tempo hanno avuto riscontro con le evidenze dettate dalle parole di Faraday, i suoi studi, i suoi esperimenti, i video di orientamento di Marvin Candle. Ma il collegamento con le civiltà antiche è evidente: sembra che gli autori continuino a proporre spiegazioni scientifiche ai fenomeni che gli antichi abitanti dell’isola erano in grado di utilizzare, per mezzo di congegni a prima vista banali (la ruota) ma di fortissimo impatto simbolico: la ruota come innesco di quello che potrebbe essere un sistema di accelerazione spontanea di particelle, collisione con materia esotica presente naturalmente sull’isola, creazione spontanea di wormhole, stabilizzazione delle aperture, e così via.

Tutto ciò è straordinario, soprattutto perché l’isola, nel suo vagare relativamente al sistema Mondo Reale, potrebbe essere immaginata come madre di tutte le civiltà antiche di cui abbiamo evidenza storica e di tutte le leggende documentate da antiche scritture: Agharti, Atlantide, Mu, Dogon. Anche tutti i collegamenti tra gli Egizi e le civiltà precolombiane potrebbero essere spiegati dalla contaminazione dell’isola, che non ha nè tempo, nè spazio, se la si osserva proprio dal nostro sistema Mondo Reale.

La scrittura egizia, evidentemente, deriva da qui…

Algol

8 Responses to “I Geroglifici: l’antico Egitto sull’isola di LOST”

  1. Caspita…. questa serie è favolosa, ma voi di solo-lost (ed in particolare Algol), riuscite a farla diventare anche più affascinante sotto ogni sfumatura !!!!
    Complimenti Algol vedo che a voi non sfugge nemmeno un fotogramma. A tutti quelli che come a me piace “vedere” ma tralascia al momento tanti particolari…… rivelate tutti gli aspetti singolari e profondi della serie. Grazie ancora !!!!

  2. Grazie a te sgargy per il tuo commento ed i tuoi complimenti. E’ vero, LOST è strabiliante per ciò che si osserva anche in maniera superficiale, gustando la trama, l’azione, la tensione, la psicologia dei personaggi! Ma diventa un universo di scoperte straordinarie e tutte incredibilmente collegate quando lo si studia attentamente…!
    Nel forum troverai tanti altri particolari e commenti.
    Ti aspettiamo ;)

  3. be il fatto che i simboli del cigno vogliano dire “piccola morte” (del cigno stesso presumo), mi fa pensare una mia vecchia idea che con il cigno abbiamo vuloto create un “isola” in miniatura per studiarne gli effetti. io ho molte cose in comune tra il finale della stagione 2 e quello della stagione 4. Desmond gira una chiave e la Swan scompare/ ben gira la ruota e l’isola scompare. ora noi sappiamo che l’isola si è spostata nel tempo ( e nello spazio) e secondo me la Swan si è anchessa spostata nel tempo e non implosa come abbiamo sempre creduto.

    .rob

  4. Algol sei un grande! Rinnovo tutta la mia stima e la tua ammirazione nei tuoi confronti.

    Articolo molti interessante e completo, nonchè scritto magnificamente. I miei complimenti vivissimi.

  5. Grazie Joy e grazie rob.

    @ rob: interessante la tua teoria dell’isola ricostruita in miniatura nella stazione Cigno, è anche una bella idea quella che la chiave girata da Desmond avesse generato solo un’apparente implosione della botola, mentre il comportamento sembrerebbe più simile ad uno spostamento nello spazio e nel tempo della botola stessa.

    Tuttavia resterebbe ancora un mistero il motivo per cui John Locke si risveglia sull’isola dopo l’implosione, o perché Desmond ha comportamenti simili a Deja-vù.
    Grazie per il tuo contributo.

  6. Ma che bello questo studio Algol! Ci voleva proprio uno specchio riassuntivo dell’argomento, visto che ormai è assodato che i riferimenti al mondo egizio in LOST non sono casuali, ma affondano le radici in un proposito ben preciso ed intrecciato mirabilmente nel tessuto della storia, per cui il ricorso alla tematica degli antichi miti, trattata in un modo originalissimo dagli autori, differenzia e distanzia ancora una volta LOST dal modo in cui questo tema viene trattato correntemente nel mondo del cinema.

    Complimenti ancora!

  7. Grazie melusina, soprattutto per i tuoi contributi, i tuoi interessanti studi e le tue brillanti intuizioni che hai condiviso con noi sul forum: le tue idee sulla mitologia, archeologia e simbologia di LOST sono preziosi tasselli che forniscono molte risposte ai misteri dell’isola, oltre a rappresentare ottimi approfondimenti culturali.

  8. [...] Che rapporto c’è tra l’isola e l’antico egitto? [...]

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