Il libro della settimana – Episodio 5×10
Ogni volta che in LOST compare un libro è sempre necessario un accurato approfondimento: sappiamo per esperienza che i titoli non sono casuali, la loro scelta è eseguita con molta cura dagli autori, che celano nei testi quasi sempre molti indizi interessanti.
Con questa premessa, cercherò di analizzare brevemente il libro che il piccolo Ben porta a Sayid nella sua cella in Dharmaville.
Carlos Castaneda – Una realtà separata
Carlos Castaneda ha acquisito fama per i suoi libri sulle vicende dello stregone Don Juan e il suo gruppo di allievi sciamani. Secondo quanto asserito da Castaneda stesso, nel 1960, allora giovane studente all’Università della California a Los Angeles, conobbe in Arizona un messicano di etnia yaqui, Don Juan Matus. Questi lo avrebbe iniziato alla stregoneria antica messicana, per usare i termini esatti del suo libro, portandolo a scoprire nuovi mondi e stati di coscienza alterati ricorrendo inizialmente anche a sostanze allucinogene per farlo (come il cactus Peyote da cui si estrae la Mescalina), per abbattere le sue convinzioni.
Castaneda fa notare:
«La mia percezione del mondo attraverso l’effetto di questi psicotropi è stata così bizzarra ed impressionante che io fui costretto ad assumere che questi stati erano la sola via di comunicazione e apprendimento di ciò che don Juan stava cercando di insegnarmi. Questo assunto era erroneo. »
Secondo Castaneda, il fatto più significativo nella vita di una persona è che non si rende conto di avere a disposizione tre “attenzioni possibili” (così lui le chiama), le quali andrebbero sviluppate. Incrementandole, arrivando cioè a “percepire”, ad averne piena coscienza, prima, disponibilità e controllo, dopo, l’essere umano secondo lui, potrebbe arrivare addirittura a compiere una “morte alternativa“.
Sono tutti elementi spirituali che incontriamo fortemente nella narrazione LOST sin dalla prima stagione. Ma vorrei soffermarmi su un importante libro (l’ultimo) scritto da castaneda: “La ruota del Tempo“
La Ruota del Tempo è una preziosa antologia personale in cui riecheggia la voce inconfondibile e colma di saggezza del grande don Juan, erede di una tradizione conoscitiva alternativa sia a quella occidentale che a quella orientale e che affonda le sue radici nell’antico Messico di 10.000 anni fa.
La ruota del tempo è un’immagine del loro sistema cognitivo dove spazio e tempo non sono concetti astratti ma elementi di una realtà priva di limiti.
Dalle parole dello stesso Castaneda:
«Questa serie di citazioni è tratta dai primi otto libri che ho scritto sul mondo degli sciamani dell’antico Messico e derivano direttamente dalle spiegazioni fornitemi dal mio maestro e mentore don Juan Matus, uno sciamano Yaqui discendente da una stirpe le cui origini risalgono sino agli sciamani vissuti nel Messico antico..»
Nella maniera più efficace che si poteva permettere, don Juan mi ha fornito l’accesso al suo mondo che era, naturalmente, il mondo di quegli sciamani dei tempi passati. Egli ricopriva una posizione chiave: era a conoscenza dell’esistenza di un altro dominio di realtà, una regione che non era né illusoria né un prodotto della fantasia.
Mi resi conto che le citazioni di per sé possedevano una forza straordinaria, e rivelavano una successione nascosta di pensieri che fino a quel momento mi era rimasta sconosciuta. La sola cosa da fare era lasciare che fossero le citazioni stesse a fornire un quadro del pensiero degli sciamani dell’antico Messico sulla vita, sulla morte, sull’universo e sull’energia. Esse mostrano come quegli antichi sciamani comprendessero non solo l’universo, ma anche i processi della vita e della coesistenza nel nostro mondo. Ma soprattutto, ci indicano la possibilità di maneggiare contemporaneamente due sistemi cognitivi senza recare alcun danno al proprio sé.»
Questo è sicuramente un altro riferimento ai misteri spirituali delle civiltà antiche dell’America Centrale, sicuramente non inserito a caso dagli autori e su cui tanto si è discusso nel nostro forum e approfondito nel mio articolo “Simboli antichi e mitologia dell’isola”.
E’ interessante notare inoltre come già in passato LOST ci aveva deliziato con vicende legate ad alcuni antichi riti sciamanici. In particolare ricordiamo l’episodio 3×03 “Further Instruction“ , in cui assistiamo alla costruzione ed utilizzo di una capanna sudatoria.
Ricordiamo infatti molto bene l’episodio in cui John Locke costruisce una “capanna sudatoria” all’interno della struttura della chiesa iniziata da Mr Eko, mentre prepara una strana poltiglia dagli evidenti effetti allucinogeni. Entrato nella capanna Locke ingerisce una parte della poltiglia che ha preparato, versa dell’acqua sul fuoco al centro della tenda. Il calore, il vapore, la meditazione, ma soprattutto la strana sostanza allucinogena inducono Locke a cadere in una sorta di trance, mentre le visioni prendono subito forma di fronte ai suoi occhi e nella sua mente.
La Capanna Sudatoria è una potente esperienza cerimoniale sciamanica che viene praticata in numerose culture da sempre, nelle Americhe come in Europa e in Africa. E’ un luogo sacro di purificazione, dove i sacerdoti del culto possono avere visioni e mistiche rivelazioni. Come abbiamo visto nell’episodio 3×03, è chiamata “sudatoria” poiché i riti spirituali si svolgono fra fumi ed incensi derivati da fuochi sacri e particolari pozioni.
Dallo sciamanesimo prendono spunto quasi tutti gli antichi riti presenti od esistiti sulla Terra. La pratica sciamanica non ha né leggi né templi, ma poggia le sue fondamenta solo sull’incontro diretto con gli Spiriti, magia e mistica sono inestricabilmente intrecciate. Per gli sciamani malattia e sofferenza sono solo sentieri nella foresta, dove ci accade di smarrirci ma da cui è anche possibile tornare indietro e il compito degli sciamani è quello dei cercatori di anime smarrite.
Ancora una volta è straordinario notare come attraverso l’immagine di un libro mostrato per poco più di un secondo, a due stagioni di distanza gli autori ci propongono collegamenti interessanti, attraverso messaggi celati nel pensiero di Carlos Castaneda.
Algol
7 Responses to “Il libro della settimana – Episodio 5×10”
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Grande Algol! Fisico, Filologo ora anche letterario.
I complimenti non bastano mai per il tuo lavoro sempre completo ed appassionato.
Grazie Joy, ricambio i complimenti per le tue straordinarie recensioni che pubblichi sul forum.
Complimenti Algol! Davvero un bellissimo approfondimento, accurato e soprattutto rivelatorio di come in LOST nessun dettaglio sia lasciato al caso. Mi ha colpito molto l’intuizione di Castaneda sulle “tre attenzioni possibili”, non lontane da quella che i buddisti chiamano la “seconda attenzione” e cioè quella particolare disposizione dell’animo umano di andare oltre i cinque sensi e captare anche le energie sottili che girano nell’universo, per sentirsi parte di un tutto che ci compenetra fin nel profondo del nostro essere.
Quanto alla capanna sudatoria, finalmente è tutto più chiaro!
Complimenti ancora!
Grazie melusina per il tuo intervento, bello anche il tuo approfondimento sulla “seconda attenzione”, che sembra essere necessaria sull’isola per sentirne e capirne l’essenza!
Mi sto convincendo sul fatto che solo colui che è capace di percepire le “tre attenzioni” può essere in grado di comunicare con Jacob…
E’ interessante anche notare che con questi articoli il nostro è il miglior sito di Lost al mondo. Naturalmente grazie a te Algol
Algol bellissimo il tuo intervento…belli anche i vostri!!
Speriamo di rendere questo sito il più bello!!
Grazie Valeryna! Cosa ne dici della sezione Teorie?
Ti aspetiamo anche nel nostro FORUM per condividere tutti i commenti sulle puntate in contemporanea sulla ABC e molto altro