Alla ricerca dell’isola tra miti e leggende

Si veda anche: “Simboli antichi e mitologia dell’isola
Questo argomento è stato condiviso dagli utenti del nostro Forum, ma siamo grati a melusina per aver identificato una sorprendente analogia tra i misteri dell’isola di Lost con il mito di Agarthi, che crediamo possa aver effettivamente influenzato gli autori per molte delle tematiche incontrate nella serie.
Riporto qui un estratto dalle ricerche di melusina:
Il 31 luglio 2002 gli organi di stampa internazionali diffondevano la notizia, pubblicata inizialmente dal Beijing Review, della scoperta, avvenuta nel nord del Tibet, di un insieme di tombe molto antiche.Questo gruppo di otto sarcofaghi in pietra, disposti ordinatamente, ha richiamato la curiosità degli archeologi perché la pietra con la quale sono realizzati non è presente in Tibet, sebbene le sepolture siano poste a ben 4.650 metri d’altezza.
La gente del Tibet, dedita al Buddismo, non ha mai avuto una tradizione di sepolture in sarcofaghi, pertanto gli archeologi, guidati dal dott Cewang della Tibet University, hanno concluso che tali sepolture devono risalire ad un periodo compreso tra i 3.000 ed i 4.000 anni fa, almeno 1.300 anni prima che il buddismo fosse introdotto in Tibet.
Questa tradizione si trasmise successivamente anche al buddismo e fu codificata nella dottrina del Kalachakra (“La Ruota del Tempo“), uno dei manoscritti sacri inerenti le pratiche meditative più antiche trasmesse dalla tradizione buddista, il cui perno è un centro situato su un piano dimensionale diverso dal nostro, noto con il nome tibetano di Shambhala.
Shambhala è capitale di Agarthi (detto anche Aghartta “l’inaccessibile”) regno leggendario che si troverebbe all’interno della terra. Infatti la favolosa Agarthi è legata alla teoria della Terra cava.
Secondo il mito, questo regno si celerebbe in un’altra realtà dimensionale parallela alla nostra che sorge sul principale incrocio delle correnti energetiche terrestri. [...]

Ricordiamo che possiamo ascoltare “Shambala“, canzone cantata dalla band Three Dog Night, nella puntata 3×10 dedicata ad Hugo.
Approfondendo ora la ricerca sulla leggendaria “Terra Cava”, è interessante notare che l’editore Ray Palmer pubblicò una serie di storie di Richard Sharpe Shaver in cui veniva presentata come realistica la storia di una civiltà superiore preistorica che sarebbe sopravvissuta nelle cavità della Terra. I discendenti di questa civiltà, vivrebbero nelle caverne usando macchine fantastiche abbandonate da civiltà antiche per tormentare coloro che vivono in superficie. In seguito alle affermazioni di Shaver, supportate solo da ipotetiche “voci”, migliaia di persone scrissero al giornale affermando di sentire “voci infernali” provenienti da sottoterra. L’argomento venne ripreso anche in seguito.
Le voci infernali che provengono da sottoterra sembrano aver a che fare proprio con i sussurri che i lostiani avvertono sull’isola.
Da Wikipedia, inoltre, si descrive il Re del Mondo come il vero governatore occulto del mondo. Dalla sotterranea Agarthi egli conduce i destini dell’umanità secondo un ineffabile piano dettato da Dio, che non sempre però riesce comprensibile e non necessariamente positivo agli occhi dei comuni mortali. Egli conosce i pensieri di tutti i governanti umani della Terra, e conduce inevitabilmente al successo o al fallimento le loro scelte, a seconda che siano o meno conformi al piano divino.
Il Re del Mondo è chiamato anche Chakravarti, Signore della Ruota: e’ colui che lentamente e senza sosta fa girare la ruota dell’Impero. Ogni cosa necessariamente gli ubbidisce: Tempo, Spazio, Materia.
Ma non sarà mica il nostro Jacob?
Inoltre questa è una antica raffigurazione di “Shambala”:

I soliti 8 raggi, disposti in modo analogo al logo della Dharma.
Ma la ricerca di melusina non finisce qui: “nel 1871 lo scrittore inglese Lord Edward Bulver Lytton descrisse Agharti come un gigantesco sistema di gallerie che si estendfono per migliaia di km sotto il Perù e l’Equador. Al loro interno sembra sia difficile l’orientamento, anche la bussola non funziona, gira in continuazione.
Molti reperti si possono osservare anche nella raccolta di Padre Carlos Crespi a Cuenca (Equador), conosciuta anche come “museo dell’oro”, ove spicca tra le altre cose una raffigurazione del “dio delle stelle” rappresentato con quattro dita alle mani e piedi. Sembra che gli oggetti ritrovati possano essere datati dal 90.000 al 40.000 a.C.”
Sulla base di questa sorprendente ricerca, pare ora evidente che la scelta degli autori di mostrare sull’isola il gigantesco piede a 4 dita non è stata affatto casuale!
Ovviamente è doveroso ricordare come queste storie sono solo leggende, ma possono aver fortemente influenzato gli autori al concepimento della più sorprendente, audace, completa serie televisiva di tutti i tempi, che fonde insieme tanto di fondamenti di fisica teorica con antiche leggende di civiltà occulte.
Algol
One Response to “Alla ricerca dell’isola tra miti e leggende”
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Già allora quando lessi quest’intervento di melusina i capelli mi si rizzavano e gli occhi mi sbuccarono fuori dalle orbite.
Rinnovo i miei complimenti a Melusina per queste ricerche, ed ad Algol per averle riportate di nuovo alla luce.
Ormai da più di un anno e mezzo che ritengo che il mistero dell’antica civiltà legata al piedone sia il mistero cardine di Lost a cui è legata la risoluzione di tutti gli altri, ed in particolar modo dei 2 principali (Jacob e Fumo nero). Quando vidi la porta piena di geroglifici dentro il passaggio segreto della casa di Ben, ed ancora di più quando vidi la ruota nella 4×14 in una stanza piena di altrettanti iscrizioni, ne ho avuto la conferma e mi sono esaltato ancora di più. E pensare ancora che non sapevo tutto questa mitologia che c’era dietro.
Stiamo sulla strada giusta. Gli autori di sicuro avranno tratto ispirazione da questi miti e leggende.
Ancora complimenti ad Algol e a Melusina.